Vendola: rottamare il liberismo di Renzi
di Gabriele Rizzardi wROMA «In Renzi c'è una marcata adesione a modelli culturali che vanno rottamati». Il giorno dopo l'assemblea del Pd che ha spalancato le porte a Matteo Renzi e rinviato al tavolo della coalizione la questione ancora aperta della registrazione per il secondo turno delle primarie, Nichi Vendola denuncia la «subalternità di certa sinistra» nei confronti del liberismo «che sta scorticando l'Europa» e sferra il primo pesantissimo attacco al sindaco rottamatore. Intervistato da Maria Latella per Sky tg24, il governatore della Puglia auspica che la competizione per le primarie non «scalfisca i rapporti umani» e non «precipiti nella violenza verbale». Poi, fa partire il primo colpo contro Renzi: «Ho costruito il mio cammino con molti protagonisti dell'attuale Pd e posso dire che ciò che va rottamato è l'atteggiamento di chi permette che siano i mercati a regolamentare l'attività del Parlamento e la vita delle persone». Il governatore della Puglia assicura che la sua campagna avrà un costo «molto vicino a zero euro», dice di «contare» sul voto degli operai che hanno scelto il centrodestra e ora sono «delusi», ironizza sui possibili elettori di Renzi («Prenderà i voti da Daniela Santanché e Lele Mora») e poi se la prende anche con Pier Ferdinando Casini, che «inorridisce» all'idea di un'alleanza con il Sel. «L'Udc in Puglia sta all'opposizione ma spesso vota a favore dei nostri provvedimenti, come spesso capita anche al Pdl» spiega il governatore, che invita Bersani a non stringere accordi con i centristi. La replica di Renzi (che ieri era impegnato nel suo tour elettortale tra Basilicata e Molise) è affidata a Facebook. «Vedo che dopo la serenità di ieri qualche candidato alle primarie immagina di alimentare la polemica attaccando gli altri, in modo gratuito peraltro. Va bene così. Ognuno risponde per se stesso. Io non parlo male degli altri e invito tutti i miei amici a non cadere nelle provocazioni. Noi vogliamo parlare bene dell'Italia e agli attacchi gratutiti rispiondiamo con l'arma più bella, il sorriso» scrive Renzi, che dice di «fidarsi» di Bersani e poi torna sulle regole per le primarie: «Non ho condiviso il modo con cui si è arrivati ala decisione di cambiare il regolamento, ma vi confermo che a me sta bene così». Ma ieri a rendere ancora più agguerita la competizione nel centrosinistra ci ha pensato anche Pier Luigi Bersani. Il segretario del Pd, che farà partire la sua campagna elettorale dal Cern di Ginevra, dove ci sono molti ricercatori italiani, ieri ha invitato Renzi a cambiare strategia e a fidarsi non solo del segretario ma di tutto il partito. «Dice che si fida di me? Lo ringrazio, anche io mi fido di me ma aggiungo che vorrei che si fidasse, se ci tiene un po', del partito di cui fa parte» affonda Bersani, che non ha gradito l'assenza del rottamatore all'assemblea nazionale del Pd e non lo nasconde. «Mi sarebbe piaciuto vederlo. Il fatto che non sia venuto ha colpito molti e non si dica che Renzi non è un membro del partito perché lo è» taglia corto Bersani, che conferma che fino a questo momento l'Idv «non fa parte della coalizione di centrosinistra» e dà una risposta anche a Vendola. Il leader del Sel chiede uno stop al liberismo? Il segretario del Pd dice di non sentirsi chiamato in causa e spiega perché: «Il liberismo ha fatto dei danni. Io sono quello delle liberalizzazioni che sono una cosa diversa...». Rosy Bindi poi spiega che queste saranno le prime «vere primarie» del partito e poi si lascia scappare una battutaccia sul sindaco rottamatore: «Più che un cavallo di Troia, Matteo Renzi semmai è un camper di...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA