«Oppure Vendola»: parte la campagna del leader di Sel
«Oppure Vendola». E' questo lo slogan scelto da Nichi Vendola, leader di Sel, per la campagna nelle primarie del centrosinistra. Vendola ha aperto ieri ufficialmente la sua corsa davanti a circa 500 militanti nel Mav di Ercolano, gremito. Tema dominante è la cultura sintetizzata in un filmato che si apre con i crolli avvenuti negli scavi di Pompei (visitati da Vendola poco prima). Un video che si apre con la frase "La cultura è il petrolio dell'Italia, ma voi ve ne fregate". Vendola ha aperto il suo intervendo sostenendo che «la crisi è tale solo per una parte della società. Precarietà, blocco dell'ascensore sociale, disoccupazione, povertà: i poveri pagano più dei ricchi il prezzo di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità. L'area del privilegio è invece tutelata». E ancora: «Il fisco prende soldi ai cassintegrati e agli studenti fuori sede, ma è molto pudico quando si tratta di bussare ai piani alti. Il risultato è che sono saltati gli insegnanti di sostegno per i bambini disabili nelle scuole elementari». L'anti-berlusconismo? Per il leader di Sel «non si tratta di usare il berlusconismo come simbolo unificante». «Stare uniti contro di lui non è il programma. Con l'egemonia di Berlusconi c'è stata l'anomalia dell'Italia mutilata della sua sinistra e del suo aggancio con il mondo lavoro», ha aggiunto Vendola. Il governatore della Puglia non risparmia stoccate al governo Monti («La patrimoniale non gli riesce») e ribadisce le sue convinzioni sulla cittadinanza da dare agli immigrati: «È italiano chiunque nasca in Italia».