Caso mense, la protesta delle mamme
di Denis Artioli wVIGEVANO «I nostri bambini non possono mangiare a scuola in mensa perché non abbiamo i soldi per pagare le rette. Non è giusto: noi siamo in difficoltà». E' il volantino affisso ieri davanti a tutte le scuole elementari della città, in cui sono contenute tutte le ragioni della manifestazione di protesta che, oggi pomeriggio, alle 15, verrà organizzata davanti al municipio (in corso Vittorio Emanuele). Il caso-mense fa discutere. Le famiglie che oggi si raccoglieranno davanti alla sede del palazzo municipale, chiedono «il ripristino da parte del Comune delle esenzioni e delle riduzioni delle rette per le famiglie in difficoltà. Chiediamo nell'immediato che sia riconosciuta ai nostri figli almeno la possibilità di mangiare del cibo portato da casa in mensa, insieme agli altri bambini». Su questo aspetto, il sindaco Andrea Sala ha già dichiarato, in conferenza stampa, che non vede problemi nell'accesso ai locali della mensa anche da parte dei bambini che portano il panino da casa. L'organizzazione dell'iniziativa è dei genitori, soprattutto stranieri, che erano già andati, qualche giorno fa, a parlare con il sindaco leghista Andrea Sala. Il sindaco aveva risposto loro che se non si trovano bene a Vigevano, possono andare a vivere a Mortara o a Milano. Oggi, davanti al municipio, ci saranno famiglie straniere, ma anche italiane, che hanno difficoltà a pagare le rette delle mense. Lo stesso sindaco, presentando i dati sul recupero dell'arretrato (circa 50 mila euro in pochi giorni) ha detto che la "sorpresa" derivante dall'accertamento degli uffici è data dal fatto che chi non paga per abitudine, per lo più appartiene alla fascia massima di reddito Isee. Racconta una signora, che sicuramente non rientra tra i contribuenti inclusi nello scaglione Isee più elevato: «Davanti al municipio ci saranno famiglie italiane e straniere, accomunate dalla difficoltà economica. Nella mia famiglia, ad esempio, lavora solo mio marito e guadagna poco: per noi, da quando è stata tolta la fascia di esenzione, il costo della mensa è diventato insostenibile». Anche il Polo Laico, alleato di maggioranza della Lega Nord, ma in aperta divergenza con il Carroccio su gran parte delle tematiche sociali, ha chiesto al sindaco se non sia il caso di reintrodurre la fascia di esenzione per i redditi più bassi. Sala non sembra intenzionato a tornare indietro e ha già dichiarato che il sistema introdotto per il pagamento delle rette non si tocca. A sostegno del sindaco e dell'amministrazione, travolti dalle critiche sul caso-mense, interviene Vittorio Braga, responsabile provinciale degli enti locali del Carroccio: «La lega Nord della provincia di Pavia, al completo – scrive Braga – è al fianco del sindaco Andrea Sala, nella sua battaglia civica e istituzionale, per stanare i classici "furbi" che vogliono vivere alle spalle del Comune, se è vero, come è vero, che molti Comuni si sono convenzionati con la Guardia di Finanza per porre rimedio a questo malcostume generalizzato all'interno della provincia di Pavia. Tra l'altro, è un'azione obbligatoria per un Comune, che deve rispondere sempre alla Corte dei Conti per il suo operato: poco o tanto i servizi pubblici devono essere pagati da tutti. La Corte dei Conti dovrebbe imporre ai sindaci di rincorrere i pagamenti insoluti, e di non lasciarli decantare nel tempo. E ha fatto bene il sindaco a concedere a tutti i bambini di poter mangiare insieme nella stessa aula preposta alla mensa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA