Voghe, Priolo in forse per l'avvio del nuovo corso
VOGHERA Prove tattiche in vista della Pergolletese che arriva domenica al Parisi. Mister Rocco Cotroneo ieri nella consueta partita in famiglia con la Juniores di mister Gianluca Rosina ha schierato la formazione che affronterà la squadra nata sulle ceneri del Pergocrema e del Pizzighettone. Fedele al 4-4-2 ha scelto Gava in porta, difesa composta da Goubadia (sebbene ieri non fosse ancora arrivato il tesseramento) Ronchetti, Catenacci e Vargas in difesa. Centrali di centrocampo Yessoufou e Buonocunto con Alessandro a destra e Bottiglieri a sinistra; Magnoni e Zirilli in attacco. In mezzo alla difesa mancava capitan Francesco Priolo che ha un problema al polpaccio. «Ho preso una botta, fa un po' male», spiega. La squadra deve dimostrare di aver recepito in fretta quello che chiede la società: più corsa e meno giocate leziose, perché la Pergolettese ha 14 punti ed è tra le candidate alla vittoria. «Degli avversari conosco il mister e la dirigenza che era la stessa quando giocavo a Pizzighettone – racconta Priolo –. Sono competenti e penso che la Pergolettese, come la Pro Sesto, arriverà bene in fondo». La Caronnese capolista, invece, per Priolo non ha i mezzi per mantenere la vetta nonostante le 6 gare vinte consecutivamente. «L'anno scorso – spiega Priolo – il Castiglione che poi ha vinto il campionato mi aveva dato l'impressione di una squadra tosta e concreta. La Caronnese di domenica scorsa, invece, non mi ha dato questa impressione». Sta di fatto che la Caronnese sulle ripartenze ha costruito la vittoria sui rossoneri. «E' verso, abbiamo faticato sulle ripartenze – conferma Priolo –. Ora dobbiamo capire che se non incassiamo gol, prima o poi andiamo a segno». La mancanza di equilibrio è stata probabilmente la maggior colpa che la società ha imputato a Scarnecchia. «Non c'erano problemi con il mister Conlcude Priolo –. La colpa maggiore ce l'hanno i giocatori, abbiamo sottovalutato gli avversari. Siamo una squadra offensiva, però dobbiamo difendere in undici. Il cambio di modulo (dal 4-3-1-2 al 4-4-2) dà più copertura». Marco Quaglini