Per sport e passione «Così le bocce ci tengono in forma»

di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Il bocciodromo degli Artigiani si trova in un angolo magico di Pavia: venendo dal centro è infatti proprio alla fine del ponte Coperto. Un circolo dal sapore antico, quello di via Ponte Vecchio 1, dove gli avventori giocano a carte o a bocce. «Gli agonisti sono una ventina – spiega il presidente della bocciofila Alessandro Gabetta – altrettanti sono i simpatizzanti. In totale abbiamo una quarantina di tesserati, tutti appassionati del mondo delle bocce». Che vive, a Pavia come in molte altre province del nord, un forte declino: «Il problema è la mancanza di giovani – spiega il presidente del circolo cooperativa Artigiani Roberto Villani –, non c'è ricambio e quindi siamo sempre di meno». L'età media dei giocatori è lì a dimostrare l'invecchiamento dello sport bocce. «I nostri tesserati – puntualizza Gabetta – sono quasi tutti dei pensionati». Come, per esempio, Giampietro Zambarbieri: «Ho iniziato a giocare a bocce nel 1960, pensi che lavoravo ancora alla Snia, adesso ne ho settanta e mi diverto ancora». Per Zambarbieri le bocce sono anche un modo per restare in forma: «Il medico mi ha consigliato di fare un po' di ginnastica, quando ha saputo che gioco a bocce si è complimentato con me, ottima scelta mi ha detto». Achille Sala ha 72 anni ed è un'altra colonna portante della società di via Ponte Vecchio: «Gioco per due ore al giorno – spiega l'ex antennista – qui alla bocciofila siamo tutti amici, è un piacere starci. Certo è un peccato che non vi sia ricambio, che i giovani non si appassionino a questo sport». «La lotta – interviene il presidente della bocciofila del centro storico Gabetta – è impari. E' infatti impossibilecontrastare lo strapotere dei videogiochi o di sport vincenti come il calcio». E così il mondo delle bocce si rimpicciolisce sempre più. A tenerlo vivo, a non farlo scomparire del tutto, giocatori come Giovanni Gobbetti, 76 anni, camionista in pensione: «Le bocce sono come tutti gli altri sport, per emergere ci vogliono doti come la tenacia, la tecnica e il sangue freddo». «I giocatori più forti – precisa il presidente Gabetta – possiedono queste qualità. L'agonista più forte degli Artigiani è Domenico Liguori, lui senza dubbio possiede le caratteristiche proprie dei giocatori più competitivi». Che fanno notevoli sacrifici. «Le gare, che si svolgono tutte la sera, terminano anche all'una di notte. Per chi il giorno dopo deve alzarsi presto per andare a lavorare, non è uno scherzo», conclude il presidente della bocciofila di Borgo Ticino, Gabetta.