Lem in liquidazione Gli operai vogliono la cassa integrazione
LANDRIANO L'incontro in prefettura tra le parti sociali è durato oltre due ore. Sul tavolo la richiesta di cassa integrazione straordinaria e mobilità. Al gruppo Litorama è stato chiesto di non lasciare i 49 lavoratori senza sussidio per i prossimi cinque mesi, concedendo l'anticipo della cassa. «Una situazione difficilissima, ma si sta cercando la soluzione per limitare l'impatto sui dipendenti», ha sintetizzato il prefetto Giuseppa Strano al termine della riunione. Presenti anche Provincia e Comune che, insieme ai sindacati, hanno chiesto tutela per gli operai della legatoria Lem che da oggi è ufficialmente in liquidazione. «Ci impegniamo ad un accordo, ma non possiamo fare altro, l'azienda dovrà chiudere e il personale non può essere ricollocato», ha spiegato Riccardo Beltrame, uno dei soci del gruppo di cui fa parte l'azienda di Landriano che ha visto il fatturato calare da 3milioni e 200mila euro del luglio 2011 ad un milione e 400mila euro dello stesso mese di quest'anno. «E' la fine di una produzione di qualità – ha affermato l'assessore provinciale al bilancio Franco Osculati -. A decisioni aziendali non fortunate si è aggiunto il difficile momento economico e ancora una volta a pagare sono i lavoratori». Lavoratori che ieri mattina sono ritornati in azienda. «Hanno dimostrato un senso di responsabilità. L'avevano deciso l'altra sera nell'incontro a cui aveva partecipato anche il vicepresidente Milena D'Imperio», ha detto il sindaco Roberto Aguzzi, mentre Giacomo De Lorentis, segretario Cgil, settore comunicazione, sottolinea: «Questo è un ulteriore sforzo fatto dagli operai per non peggiorare la situazione della Lem, garantendo di evadere gli ordini. La proprietà si è impegnata a verificare la disponibilità delle banche per riuscire ad anticipare la cassa». «Dobbiamo terminare per lunedì 3mila copie destinate agli Stati Uniti», ha spiegato Gian Piero Sala, uno dei dipendenti presenti all'incontro. «Speriamo di ottenere almeno il sussidio – aggiunge – e di trovare una ricollocazione». «Tanti di noi hanno più di quarant'anni e sarà difficile avere un altro posto», ha precisato Ivan Raccagna, che in azienda si occupa della manutenzione dei macchinari. «Insieme alla Provincia, stiamo cercando altre opportunità per questi operai altamente qualificati», ha fatto sapere Aguzzi. Stefania Prato