Carcere, mancano i soldi per le bollette
di Maria Fiore wPAVIA Non ci sono più soldi per le carceri. E a Torre del Gallo, come a Vigevano, è allarme bollette: ci sono circa 500mila euro di debiti per ciascuna struttura per le utenze di luce, acqua e gas. Ed è attesa, nelle prossime settimane, la mannaia dei gestori, che potranno imporre dei cali, o addirittura tagli, nell'erogazione dell'energia elettrica e del gas. I vertici dell'amministrazione penitenziaria cercano di correre ai ripari. Sono stati già installati, sia a Pavia che a Vigevano, pannelli fotovoltaici sui tetti delle carceri. Ma l'intervento rischia di essere un buco nell'acqua. Perché gli impianti di energia pulita vengono posizionati su tetti già vecchi e devastati dalle infiltrazioni d'acqua. Infiltrazioni che caratterizzano anche molte stanze e celle di Torre del Gallo. Alcuni locali sono stati dichiarati inagibili. Non ci sono i soldi per la manutenzione degli edifici, ma nemmeno per riparare i mezzi usati per lo spostamento dei detenuti, fermi nelle officine di riparazione. E a Vigevano è stata fatta perfino una colletta per comprare il carburante per il tagliaerba. «Tra un po' non avremmo nemmeno la benzina da mettere nelle macchine di servizio», spiega Salvatore Giaconia, delegato regionale del sindacato Osap, che ieri pomeriggio ha accompagnato il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria, Leo Beneduci, per un sopralluogo all'interno del carcere di Vigevano e Pavia. «La situazione è drammatica – spiega Beneduci –. Le carceri sono, in questo momento, strutture abbandonate dallo Stato». Sul sovraffollamento Beneduci fornisce qualche numero: «Vigevano ha una capienza regolamentare di 180 uomini e 56 donne. Potrebbe arrivare fino 330 e 106 donne, invece ci sono attualmente 427 uomini e 76 donne. Pavia ha una capienza limite di 247 detenuti, mentre quella tollerabile è di 456, e invece ci sono 535 detenuti. In questo caso la capienza tollerabile, due detenuti per cella, è superata del 20 per cento. Sono carceri che continuano a funzionare solo grazie all'impegno del personale, peraltro sempre più ridotto e anziano. Abbiamo, a Pavia, una carenza del 20 per cento, destinata ad aumentare in vista della consegna del nuovo padiglione, che a partire da dicembre ospiterà altri 300 detenuti. A questo non corrisponderanno nuove assunzioni di personale». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA