Semplicità delle linee e intensità mistica Tutti i nomi dell'albo d'oro dal 1996
Prima del cileno Cristián Undurraga, per la sua "Capilla del Retiro" ad Auco in Cile, il Premio Internazionale di Architettura Sacra è stato vinto da altri quattro architetti. Nel 1996, anno d'esordio del concorso, il primo premio è andato al giapponese Tadao Ando, per le opere architettoniche a carattere religioso della cappella sul monte Rokko a Kobe (1985-86), di quella sull'acqua a Tomamu (1985-88) e della chiesa della luce a Ibaraki (1988-89), in cui "appaiono evidenti e costanti contenuti di semplicità, di purezza di linee e di intensità mistica". Nel 2000 il primo posto è stato per il portoghese Alvaro Siza, per la chiesa del complesso parrocchiale di Marco de Canevezes a Porto (Portogallo) in cui la Commissione ha riconosciuto "valori di alta significazione plastica e poetica, generatori di un senso di spazialità sacra, per mezzo di forme e materiali essenzialmente minimali ed esemplarmente elementari come materia e come trattamenti". Nel 2004 lo statunitense Richard Meier, è stato premiato per il progetto della Chiesa di Dio Padre Misericordioso in località Tor Tre Teste in Roma (chiesa del Giubileo del 2000 voluta e benedetta da Giovanni Paolo II), in cui "si ravvisano qualità espressive di valori mistici, armonia e bellezza delle forme". Infine, nel 2008 il premio è stato assegnato al britannico John Pawson per il monastero di Novy Dvur (Repubblica Ceca), "costruzione di grande rigore, silenziosa ed eloquente", profondamente legata alle tradizioni monastiche delle più antiche comunità di preghiera del Vecchio Continente.