Le feste a Portofino, l'amore per i diamanti
La storia di Giuseppe Saggese comincia lontano dalla Riviera Ligure. Inizia a Taranto, città in cui il padre era pretore. E proprio il mestiere del padre, trasferito nel Tigullio, ha condotto Saggese a Recco dove tuttora risiede. Capace di prelevare anche 10mila euro al giorno, a Saggese gli è sempre piaciuta la «bella vita». Barche di lusso, vacanze in località mondane, auto di prestigio, i finanziari hanno perfino rintracciato, seguendo il filo rosso dei soldi, assegni da capogiro firmati per organizzare feste ed invitare amici ai concerti. Note le sue cene nei ristoranti di Portofino e nei locali esclusivi di Chiavari. Cene a cui ogni volta invitava decine di persone. Pagava lui, ma con i soldi dei contribuenti. Non passava inosservato, sempre con un paio di body guard al seguito e con uno stuolo di amici. L'immancabile autista, lo yacht da 20 metri ormeggiato in rada a Portofino, l'aereo privato. Ma aveva anche un' altra passione Saggese che in pochi conoscevano: i diamanti. Li acquistava dai più grandi esperti del mondo. Quando gli uomini della Finanza hanno aperto la cassaforte nella sua casa di Chiavari non pensavano di ritrovarsi davanti i diamanti. Un'altra parte del bottino.