Israele, scritte contro Gesù al convento del Monte Sion
Cinque parole ebraiche taglienti come coltelli, tracciate sul portone del convento francescano del Monte Sion a pochi passi dal luogo dove si ricorda l'Ultima Cena, hanno profondamente ferito ieri i fedeli cristiani in Israele e nel mondo. «Ho provato grande tristezza», ha detto il Custode di Terrasanta, padre Pierbattista Pizzaballa. «Sono sicuro che tanti, tantissimi israeliani sono dispiaciuti più ancora di noi per simili provocazioni e le ritengono un disonore per lo stesso Stato ebraico». Immediata è giunta la condanna del capo dello Stato Shimon Peres, secondo cui le offese al cristianesimo o ad altre religioni «sono incompatibili col pensiero ebraico». Gli autori della provocazione avevano i minuti contati. Nella fretta le parole si sono unite fra di loro, ed un errore di ortografia ha necessitato un ritocco in extremis. «Gesù figlio di...», hanno tracciato con lo spray. E poi: «Il prezzo da pagare», una frase utilizzata di norma dalla frange estreme del movimento dei coloni.