Ogni anno 250 infortuni in casa
Intossicazioni da monossido: il picco in ospedale si manifesta tra ottobre e novembre. Non è un caso che succeda proprio adesso. Dall'anno scorso, solo il distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Broni ha effettuato qualcosa come una trentina di interventi per sistemi di riscaldamento non perfettamente funzionanti. «Bisogna fare il controllo annuale della caldaia», ripetono i pompieri. Da tenere d'occhio, chiamando i tecnici, anche le stufe a pellet e i caminetti a legna. Il periodo critico è questo, ovvero quello in cui si ricomincia a riscaldare gli ambienti. «Come consigli per la prevenzione, visto l'approssimarsi della stagione di accensione degli impianti di riscaldamento, è fondamentale ripetere che va fatta la revisione da parte dei tecnici specializzati – ribadiscono in ospedale a Stradella – La riprova di quanto questo aspetto non venga tenuto nella giusta considerazione la danno ancora una volta le statistiche». A Stradella, Varzi, Voghera la maggior parte delle intossicazioni da monossido avvengono proprio in autunno. «A rischio soprattutto le caldaie che si trovano dentro gli appartamenti – spiegano i vigili del fuoco di Broni – Peggio ancora se non sono stagne. In ogni caso la verifica annuale va fatta per legge una volta l'anno. Quindi basterebbe stare alla normativa e seguire le indicazioni che ogni caldaia possiede, con tempi e indicazioni precise sulla pulizia». L'avvelenamento da monossido è pericoloso perché «non te ne accorgi, ma avverti solo mal di testa e poi sonno». di Simona Bombonato wSTRADELLA Il classico è inciampare nel tappeto del soggiorno o nelle macchinine lasciate a terra dai nipoti. Oppure cadere dalla sedia usata a mo' di scala per cambiare la lampadina in cucina. I medici: «Attenzione, cadendo gli anziani hanno più possibilità di rompersi un femore e questo per loro può voler dire avere complicazioni alla lunga anche letali». Con il 15% degli accessi, gli incidenti domestici rappresentano la seconda causa per cui ci si mette in fila all'accettazione del pronto soccorso di via Achilli, a Stradella. Sono al secondo posto dopo gli stati morbosi (malesseri e febbri in generale) comuni invece al 40% dei pazienti. Di questo 15%, pari a 250 casi l'anno, le cadute rappresentano appunto il 49%. Tra contusioni, fratture e distorsioni è la distrazione o la sottovalutazione del rischio a spiegare i numeri diffusi dall'Azienda ospedaliera di Pavia con la statistica degli infortuni in casa tracciata sulla base dei soggetti che da gennaio si sono rivolti ai presidi per l'emergenza urgenza di Stradella (in media 16.500 accessi in un anno), Voghera e Varzi. Le cadute dunque al primo posto, seguite dalle ferite (24%), le ustioni e le intossicazioni (3%). L'88% dei pazienti viene dimesso, il 10 invece passa dal pronto soccorso a un ricovero che nel caso degli ultra sessantacinquenni - quindi il 36% delle volte - può rappresentare l'inizio della perdita dell'autonomia, anche da un punto di vista cognitivo. Spiega il quadro il responsabile dei presidi di pronto soccorso in Oltrepo, Francesco Falaschi. «Chi si fa male in casa è donna nel 54% dei casi e ha un'età che va dai 18 ai 64 anni – premette il medico – Per lo più riporta traumatismi minori dati dalle cadute, ma non mancano le fratture di femore, i traumi cranici e le emorragie cerebrali». Prevenire sì. Ma come, a parte un invito generico a stare attenti? «Durante i lavori domestici vanno evitate manovre rischiose – sottolinea Falaschi – E' pericoloso anche usare strumenti non idonei» Vietato dunque salire sulla sedia anzichè utilizzare la scala, armeggiare un coltello al posto del cacciavite. Da non trascurare nemmeno gli occhiali e i guanti se si maneggiano solventi, insetticidi, candeggina. «Assolutamente da evitare il travaso di liquidi pericolosi in altri contenitori, specie se questi contenitori contenevano bevande. L'esperienza insegna che l'infortunio è causato spesso dal fatto che un'altra persona beva il contenuto ignara del travaso. Questo tipo di comportamenti causa la maggior parte degli infortuni per ingestioni». Si sconsiglia anche l'impiego di più sostanze contemporaneamente. E' la reazione chimica infatti a fare danni, nota ancora Falaschi. «I disincrostanti mischiati alla candeggina provocano irritazioni e lesioni alle mucose congiuntivali e delle vie aeree per la liberazione di gas di cloro». Scontato dire che sono soprattutto gli anziani a dover fare attenzione a dove mettono i piedi. «Nell'anziano l'equilibrio e la capacità di reagire a un inciampo sono ridotte, le con conseguenze spesso gravi: la frattura del femore è una delle principali cause di morte o istituzionalizzazione delle persone sopra i 65, non per la frattura in sé ma per le complicanze del ricovero».