Ipotesi sistema spagnolo Primi passi verso l'intesa
ROMA Roberto Calderoli dunque ci riprova. Lo stallo della legge elettorale potrebbe essere superato grazie alla sua proposta che ieri è giunta sul tavolo della commissione Affari Costituzionali del Senato. Sorride amaro quando i cronisti gli chiedono del «Porcellum bis», ma poi spiega che in realtà «si tratta ancora di una traccia» sulla quale però fra qualche giorno si potrebbe giungere a un voto comune per l'adozione del testo base. «Per la prima volta c'è un segnale, una volontà», commenta cauto il presidente Vizzini che ora confida in una riflessione seria dei partiti. Il coniglio che Calderoli tira fuori dal cilindro è un modello spagnolo corretto, fatto di mini circoscrizioni e listini, con assegnazione del voto con sistema proporzionale ma con un forte effetto bipolarizzante. La correzione consiste in un premio di maggioranza eventuale, che scatta per la coalizione che superi il 45 per cento e tale da garantire il 55 per cento dei seggi nelle due Camere. Se non dovesse scattare il premio di governabilità, ne sarebbe assegnato uno minore del 5 per cento al primo partito. Con le piccole circoscrizioni e liste di partito di due o tre candidati, la proposta consentirebbe ai cittadini di scegliere il proprio rappresentante. Con questo sistema sarebbero poi compatibili sia le preferenze sia i listini bloccati, che fino a ieri hanno rappresentato a distanza più grande che separa il Pdl dal Pd. I mini collegi, secondo la proposta elaborata da Calderoli, prevengono la frammentazione partitica anche senza sbarramento esplicito: in funzione di una base elettorale molto piccola sono i partiti maggiori e quelli fortemente radicati sul quel territorio che ne traggono maggiore vantaggio. Ma la legge elettorale è un sistema di norme tra i più difficili da elaborare. Enunciare i principi base come bipolarismo, stabilità, certezza di chi governa un minuto dopo la proclamazione dei risultati, non basta a mettere tutti d'accordo, perché il testo finale deve rispettare molti equilibri. «Una macchina complessa dove se sposti uno specchietto devi poi sgonfiare una gomma»... è la sintesi del lavoro che in questi giorni dovranno fare i due relatori Lucio Malan ed Enzo Bianco. Per questo, tutti ieri si sono sbracciati per frenare gli entusiasmi. «Mi sono limitata a registrare un clima positivo che può portare ad una buona base di partenza» precisa la capogruppo del Pd Anna Finocchiaro. «Uno spiraglio che serve a evitare un blocco tecnico, un testo base aperto» spiega ancora più cauto Quagliariello del Pdl. Insomma un vero accordo è ancora lontano e il rischio del «concorso di bellezza» che porti al voto di ben quarantasei proposte di legge diverse, è tutt'altro che scongiurato. (nic.cord.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA