«Speriamo nel dibattimento a inizio anno»
di Linda Lucini wBRONI «Speriamo possa iniziare al più presto la fase di dibattimento e che possa vere un esito favorevole per le vittime. Credo che il processo possa prendere il via l'anno prossimo». A parlare è Costanza Pace dell'Aiea (associazione vittime dell'amianto) che giudica positivamente il fatto che il giudice abbia negato il rito alternativo chiesto dagli imputati: «La richiesta di giudizio abbreviato era subordinata a una perizia medico-legale ed epidemiologica, ma era inutile visto che si andavano a costruire prove che già ci sono. Quando si andrà a dibattimento poi ognuno presenterà le proprie argomentazioni sperando che si rimanga nei tempo, ma le perizie sono già agli atti. Sono state fatte perizie ambientali, strutturali, oltre a quelle mediche ed epidemiologiche per stabilire la correlazione tra amianto e decessi». Silvio Mingrino dell'Associazione Avani era in aula (non ha mancato un'udienza) e a fine udienza si è detto «pienamente soddisfatto della decisione del giudice». Mingrino ha anche consegnato al giudice l'esposto fatto contro quella che lui definisce la lobby dell'amianto e che vedrebbe, stando alla sua denuncia, nel comitato scientifico del Cedaf (Centro documentazione amianto) la presenza di consulenti della difesa ma anche componenti Inail che hanno il compito di fermare i comportamenti scorretti dei produttori di asbesto. «Sono soddisfatto della decisione del giudice di non concedere il rito alternativo – dice Mingrino – perchè spero che, qualora venissero individuate tutte le responsabilità di questa strage immane per Broni, vengano condannati al massimo della pena prevista dal codice penale. La vita umana è al di sopra di ogni sconto di pena». Con il giudizio abbreviato i dirigenti e i consiglieri di amministrazione accusati avrebbero ottenuto per legge la riduzione della pena. «Dal processo mi aspetto che ci sia rispetto per chi ha subìto e purtroppo subirà in futuro questa tragedia dell'amianto», dice Gilberto Pacchiarotti del Wwf. Non era invece presente in aula ieri mattina il sindaco di Broni, ma il suo commento è fiducioso sull'operato dei giudici: «Al di là delle procedute tecniche individuate, confidiamo che la giustizia faccia il suo corso - sottolinea Luigi Paroni - Così che si possa fare piena luce nell'accertamento delle responsabilità».