Crisi, fallimenti raddoppiati in un anno

di Maria Fiore wPAVIA Fallimenti raddoppiati nel giro di un anno. Nel 2011 erano state 19 le aziende che tra Pavia e Pavese - le zone su cui si estende la competenza del Tribunale di Pavia - si erano arrese alla crisi e avevano chiuso i battenti. Quest'anno, se si considerano i dati aggiornati a ieri mattina, sono invece già arrivate nella cancelleria del Tribunale 39 istanze di fallimento. E si prevede, entro la fine dell'anno, di avere i dati del 2011 triplicati. Sono per lo più fallimenti "vuoti", cioè chiusure di aziende prive di patrimonio e quindi senza possibilità di soddisfare i creditori. Ditte, quindi, molto piccole: tanti bar, qualche negozio, un paio di ristoranti. Ma la fetta più consistente, circa il 30 per cento delle nuove domande di fallimento arrivate nei primi nove mesi del 2012, è rappresentata dalle imprese edili. Piccoli costruttori e immobiliaristi che hanno realizzato palazzi e appartamenti, ma che non sono riusciti a vendere, a causa della flessione del mercato immobiliare, e quindi non ce l'hanno fatta a restare in piedi. Sono gli stessi titolari delle ditte a fornire questa spiegazione quando si presentano davanti alla cancelleria, ormai senza alternativa, per depositare la loro domanda: «Pensavamo di riuscire a recuperare i debiti, ma è tutto rimasto invenduto. Il mercato delle case è fermo da troppo tempo». In alcuni casi gli appartamenti non vengono nemmeno finiti: la loro costruzione si ferma a metà. Scheletri che è difficile piazzare anche una volta che il fallimento è avviato. Così i creditori rischiano di restare a bocca asciutta. Tra loro, troppo spesso, ci sono operai e piccoli padroncini. Sono proprio le retribuzioni, insieme al costo del materiale, a far lievitare i debiti delle imprese. Debiti che diventano un macigno quando cominciano ad arrivare le cartelle dell'Agenzia delle entrate. Ma i dati sui fallimenti sono solo la punta dell'iceberg. La situazione in cui versa l'edilizia è un quadro a tinte fosche se si considera anche che, in quattro anni, dal 2008 al 2012, si sono persi, in provincia di Pavia, più di 4mila posti di lavoro. Il dato, fornito dall'Ance, l'associazione nazionale costruttori, comprende gli operai e la manovalanza, ed esclude gli impiegati, i geometri e altre figure professionali che ruotano attorno al mondo delle costruzioni. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA