POLITICA»GLI SCANDALI
di Fiammetta Cupellaro wROMA Il Pdl del Lazio sempre più travolto dallo scandalo della gestione dei fondi pubblici trasformati in cene di lusso, auto e vacanze a cinque stelle. Ma anche dalle faide interne che ora fa vacillare il partito a meno di novanta giorni dalle elezioni regionali. La procura di Viterbo ha iscritto nel registro degli indagati per il reato di calunnia e falso, Franco Fiorito, l'ex capogruppo in Regione già accusato dai magistrati romani di peculato. E questa volta con lui sarebbero indagati i vertici del coordinamento regionale del Pdl, tra cui il deputato Vincenzo Piso, considerato uomo vicino al sindaco Gianni Alemanno. L'inchiesta di Viterbo è uno dei filoni scaturiti dall'indagine romana e che ha portato alle dimissioni di Renata Polverini. L'ex sindaco di Anagni, che si faceva chiamare Batman, è stato ascoltato dai pm viterbesi per quasi cinque ore: è entrato come testimone ed è uscito da indagato trascinandosi dietro mezzo partito della regione. Al centro dell'interrogatorio, le fatture gonfiate, o false, relative alle iniziative organizzate dal consigliere regionale Francesco Battistoni nel suo collegio elettorale, la Tuscia, e pagate con i fondi del gruppo. Fiorito, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe «personalmente o tramite terzi» falsificato quelle fatture per screditare l'altro esponente politico regionale del suo stesso partito e suo acerrimo nemico. Fiorito si è difeso dichiarando che: «Le fatture arrivate al gruppo Pdl avevano gli importi reali e sono state liquidate per tali somme. La falsificazione se c'è stata, è avvenuta in un altro momento. Quei documenti li ho consegnati personalmente alla procura di Roma, non so cosa possa essere accaduto». Infuriato Vincenzo Piso. Nel suo ufficio, secondo l'accusa, sarebbero stati fotocopiati i documenti risultati contraffatti: «Ormai siamo alla pazzia. Se qualcuno viene nel nostro ufficio alla Camera per fare delle fotocopie, noi che responsabilità possiamo avere se poi quei documenti vengono falsificati e dati alla magistratura? Fiorito si definisce con una sola parola». Intanto ieri Piso si è messo in contatto con i suoi avvocati «Voglio capire la procura di Viterbo di cosa mi accusa. Alfano? Non l'ho ancora sentito». E mentre il partito di Berlusconi è corroso dalla macchina del fango messa in moto al suo interno, continua il lavoro dei magistrati. Ieri a Roma è stata sentita l'ex fidanzata di Fiorito, Samantha Reali assunta al gruppo Pdl della Regione: ha percepito quattro buste paga più alcuni rimborsi senza autorizzazione. «I bonifici? Quattro per settemila euro – ha detto – ma sempre senza alcun contratto firmato». E riferendosi ai colleghi del suo ex fidanzato è stata lapidaria: «Non ce n'é uno pulito». L'inchiesta di Viterbo nasce da una denuncia per diffamazione a mezzo stampa presentata dai legali di Battistoni (soprannominato il duca di Viterbo) contro il giornalista Paolo Gianlorenzo che aveva pubblicato le spese sostenute dall'ex capogruppo su un sito web. Fatture che secondo il procuratore capo Alberto Pazienti «sono state evidentemente e grossolanamente alterate o completamente falsificate». Gianlorenzo ha sostenuto che gli erano state consegnate da qualcuno «vicino» a Fiorito. Una manipolazione mordi e fuggi, veloce e grossolana, avvenuta lungo la strada Roma-Viterbo il 13 settembre, giorno in cui il partito ha liquidato le fatture. Ad avere insospettito gli inquirenti è stato il lasso di tempo in cui il falsario ha agito. Troppo breve per immaginare che quelle fatture abbiano cambiato molte mani: il giorno dopo essere state consegnate sono apparse pubblicate sul sito, false. Secondo i magistrati responsabile di quella manipolazione è appunto Fiorito. Tra documenti smascherati dagli investigatori e che facevano parte di quel dossier taroccato, un vaucher dell'agenzia «Gialtour» alla quale Battistoni si sarebbe rivolto per un viaggio a Torino durante il Salone del gusto insieme alla sua segretaria. Poi due fatture intestate alla società di comunicazione Majakovskij di Viterbo. Infine, una riguardante una campagna pubblicitaria commissionata alla società Panta Cz. Quando il legale rappresentante della società viterbese ha visto pubblicata online la fattura di 13mila euro ha portato alla Finanza quella vera. Da 3mila euro. E in un blitz a Roma è stato proiettato il film di Sordi "Ladro lui ladra lei" sul Palazzo della Regione Lazio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA