Bambino muore, 13enne gli ruba l'iPhone
TORINO Corso Peschiera, 3 dicembre 2011. Calogero Sgrò, autotrasportatore di 50 anni, la moglie Simonetta, biologa, il figlio Alessandro, 7 anni, escono da un negozio di giocattoli dove sono andati a scegliere i regali di Natale. Attraversano la strada sulle strisce pedonali e vengono travolti e sbalzati via per alcuni metri da un'auto pirata. Alex non ce la fa: muore subito dopo l'arrivo al pronto soccorso. Il padre viene ricoverato in pericolo di vita, ferita anche la madre. Nell'impatto volano indumenti, borse, lo specchietto dell'auto investitrice, l'orologio di Calogero. A terra, insieme all'orologio, resta anche il suo iPhone. Dieci mesi dopo, grazie alla segnalazione di un'insegnante, si è saputo che a rubare il cellulare fu un ragazzino di 13 anni che con un gruppo di coetanei aveva assistito alla tragedia. Lo raccolse da terra, lo portò a casa e lo fece vedere al padre. Che, senza pensarci su un attimo, gli consigliò semplicemente di buttare via la scheda sim per poterlo riutilizzare. Il padre del tredicenne ha patteggiato in questi giorni tre mesi di pena per ricettazione mentre per il figlio la procura dei minori ha predisposto un intervento educativo. A travolgere la famiglia Sgrò fu un'auto-pirata con due tossicodipendenti a bordo che a 90 all'ora andavano all'appuntamento con il pusher. I due conducenti furono condannati a 11 anni, ma le indagini proseguirono raccogliendo le indicazioni di un'insegnante che sentendo alcuni allievi chiacchierare aveva scoperto l'inquietante episodio. La polizia municipale di Torino, coordinata dal pm Gabriella Viglione, accertò così che pochi minuti dopo l'incidente un gruppetto di ragazzi tra i 13 e i 14 anni aveva "fatto spesa" sul luogo dell'incidente. E uno, in particolare, tra il sangue e le sirene delle ambulanze, non aveva resistito a quell'iPhone gratis.