La Siria e gli 007 francesi dietro la fine di Gheddafi
TRIPOLI Sarebbe stato un «agente straniero», forse francese, a sparare il colpo alla testa che uccise Muammar Gheddafi. Lo ha scritto ieri il Corriere della Sera online, citando fonti a Bengasi secondo le quali il colonnello fu individuato dalla Nato a Sirte grazie al numero del suo satellitare, che il presidente siriano Bashar Assad trasmise a Parigi. Alcuni giorni fa l'ex premier del governo transitorio libico, Mahmoud Jibril, che è al momento in lizza per la guida del Paese dopo le elezioni parlamentari del 7 luglio, durante un'intervista registrata per l'emittente egiziana »Sogno Tv» al Cairo, aveva dichiarato che «fu un agente straniero mischiato alle brigate rivoluzionarie a uccidere Gheddafi». Secondo i commenti circolati in questi giorni negli ambienti diplomatici occidentali a Tripoli il sicario straniero sarebbe stato «quasi certamente francese». Il motivo? Impedire a Gheddafi di rivelare i suoi precedenti rapporti con l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy di cui avrebbe finanziato la campagna elettorale del 2007. Insomma «Sarkozy aveva tutti i motivi per cercare di far tacere il Colonnello e il più rapidamente possibile», avrebbero ripetuto fonti diplomatiche. A rafforzare questa tesi vi sarebbero poi le rivelazioni fatte a Bengasi da Rami El Obeidi, ex responsabile per i rapporti con le agenzie di informazioni straniere per conto del Consiglio Nazionale Transitorio. Avrebbe riferito che dal suo rifugio a Sirte, Gheddafi «cercò di comunicare tramite il suo satellitare Iridium con una serie di fedelissimi fuggiti in Siria sotto la protezione di Bashar Assad». E sarebbe stato proprio il presidente siriano a «vendere» il Colonnello all'Occidente: Assad avrebbe infatti passato il numero del satellitare del rais agli 007 francesi in cambio della promessa di Parigi «di limitare le pressioni internazionali sulla Siria per cessare la repressione contro la popolazione in rivolta». A quel punto il dittatore sarebbe stato localizzato. Dopo oltre 40 anni di potere, il 20 ottobre 2011 Gheddafi venne giustiziato con un colpo alla tempia. Sin da subito sui suoi ultimi istanti di vita erano circolate notizie contrastanti. Inizialmente uno dei responsabili del Cnt (Consiglio nazionale di transizione) riferì che era stato ferito mentre cercava di fuggire in un convoglio attaccato da caccia Nato. Il ministro dell'Informazione aveva invece dichiarato che era stato ucciso in un attacco del Cnt. Un miliziano aveva poi detto di averlo visto nascosto in una buca che gridava: «Non sparate». Secondo un altro invece «ha combattuto sino alla fine». Infine passò la versione del colpo sparato da un ribelle di 20 anni con la sua pistola d'oro.