Lega, in dodici punti il manifesto del Nord
di Milena Vercellino wTORINO La Lega manda in soffitta le ampolle di acqua sorgiva, le camicie verdi e il folklore padano per presentarsi in cravatta in una due giorni di dibattiti e laboratori aperti sul futuro del Nord Italia. Il battesimo del nuovo Carroccio, quello del dopo-Bossi, avviene nella Sala dei 500 del Lingotto di Torino, gremita di imprenditori e rappresentanti del partito. Dopo una giornata di workshop a porte chiuse venerdì, gli Stati Generali del Nord entrano nel vivo, chiamando a raccolta numerosi ospiti di spicco dell'economia e delle istituzioni: da Squinzi, a Passera, al governatore del Veneto Zaia. Maestro di cerimonie è Roberto Maroni, al suo primo appuntamento ufficiale da leader del partito. Fare sobrio, completo scuro, cravatta verde e in mano un programma «rivoluzionario» in 12 punti. «La rivoluzione parte dal Nord, solo da qui può partire», dice Maroni. Le ambizioni sono dichiarate: «dobbiamo diventare il partito egemone delle regioni del Nord. Questo è l'obiettivo politico», da raggiungere attraverso i 12 punti del programma «rivoluzionario». La prima proposta è quella della creazione di un'Euroregione del nord, «per andare verso un'Europa delle regioni e dei popoli», spiega Maroni; poi, l'istituzione di un sistema fiscale autonomo che trattenga «a livello regionale il 75% delle tasse pagate dai cittadini e dalle imprese». Il terzo punto, che riscuote gli applausi della platea, chiede di bloccare «l'accanimento terapeutico sulle imprese decotte, soprattutto quelle del Sud», eliminando i sussidi alle imprese senza futuro. Un'altra richiesta è di «introdurre subito una fiscalità di vantaggio per i territori del nord, per contrastare la delocalizzazione». Quinto, il commissariamento delle banche che non sostengono il credito all'impresa; sesto punto, il taglio di un milione di dipendenti pubblici delle Regioni non virtuose. Settimo: «Burocrazia zero». L'ottavo punto verte su «infrastrutture integrate attraverso regole semplici, tempi certi e appalti a chilometro zero». Guarda ai giovani il nono punto, chiedendo di azzerare l'Irpef nei primi tre anni di lavoro per chi assume giovani sotto i 35 anni. Il decimo punto propone, per lavoro e previdenza, «contratti territoriali» e un «sistema pensionistico su base regionale»; undicesimo, l'introduzione di «un nuovo sistema scolastico su base regionale». L'ultimo punto prevede « il dimezzamento dei parlamentari, la riduzione dei consiglieri regionali con le macroregioni e un Senato federale a costo zero». ©RIPRODUZIONE RISERVATA