Lazio, il reato è di associazione a delinquere
di Fiammetta Cupellaro wROMA Franco Fiorito non è più l'unico indagato per la gestione dei fondi Pdl alla Regione Lazio. Nell'inchiesta sono entrati due suoi fedelissimi: Pierluigi Boschi e Bruno Galassi. Entrambi segretari del gruppo Pdl al Consiglio regionale del Lazio sono accusati di peculato. Ovviamente in concorso con il loro capo che poi era anche il capogruppo del partito. Ma al vaglio della procura di Roma c'è ora l'ipotesi di contestare il reato di associazione a delinquere. Secondo il procuratore aggiunto Alberto Capena e il pm Alberto Pioletti, i due segretari erano autorizzati ad operare sui due conti correnti del Pdl aperti presso l'Unicredit. Boschi e Galassi avrebbero firmato assegni con addebiti inspiegabili proprio su quei conti che Fiorito poi saccheggiava. Boschi, che di Fiorito è anche cugino, avrebbe anche firmato due assegni da 4.600 euro girandoli direttamente a se stesso. Nel mirino della Guardia di Finanza c'è tutto il "cerchio magico" di Fiorito. La procura di Roma sta infatti analizzando le posizioni di Samantha Veruska Reali e di Mireille Lucy Reijor, rispettivamente ex fidanzata, assunta dal gruppo del Pdl in Regione e la matrigna di Fiorito. A breve i loro nomi potrebbero apparire nel registro degli indagati. Samantha è stata beneficiaria di quattro buste paga, da ottobre 2011 a gennaio 2012 (2mila euro al mese più i rimborsi) senza che la sua assunzione venisse comunicata al ministero del Tesoro che per questo il 17 giugno aveva fatto notificare un verbale di accertamento e una sanzione. Mireiile Lucy Reijor invece risulta destinataria di cinque bonifici per migliaia di euro. Gli uomini della Finanza, che hanno preso in esame i due depositi all'Unicredit, hanno presentato ai magistrati un dossier. Su un conto risulta che tra il 17 giugno 2010 e il 24 giugno 2012 sono stati accreditati un milione e 820mila euro. Ne sono usciti per i rimborsi ai consiglieri (con bonifici) un milione e 817mila. Ma è sull'altro conto che i militari stanno ancora lavorando perché li sarebbero finiti oltre sei milioni di euro a fronte di 5milioni e 976 mila euro di spese non motivate. Intanto, il presidente del consiglio regionale Mario Abbruzzese ha firmato il decreto di scioglimento dell'assemblea del Lazio, che andrà avanti solo per atti urgenti e l'ordinaria amministrazione. Passaggio burocratico che arriva dopo le dimissioni presentate dalla governatrice Renata Polverini formalizzate giovedì. Dunque da ieri il presidente della giunta ha 90 giorni di tempo per indire nuove elezioni. E ieri Mario Abbruzzese parlando della bufera che si è abbattuta sulla Regione Lazio ha detto: «Io posso dire di essere una persona pulita. Posso dire di non aver mai utilizzato un solo euro dei fondi messi a disposizione dei gruppi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA