Dalla musica antica al folk I Voltagabbana in concerto
INVERENo Saranno ancora una volta i Voltagabbana a chiudere, questa sera alle 21.15 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, il festival musicale itinerante del Pavese orientale "Up To Penice" promosso ed organizzato dall'Associazione Culturale Tetracordo di Stradella e diretto da Livio Bollani. Ospite ormai fisso di "Up-to-Penice" e già vincitore del Premio "Val Tidone Folk" nell'ambito dei Concorsi Internazionali di Musica della Val Tidone 2011, il quintetto composto da Alberto Bertolotti (tromba, flauto dritto, cornamuse e voce), Alessandro Grioni (tromba, flauto dritto, percussioni e voce), Francesco Nastasi (flauto traverso, flauto dritto, fisarmonica, piffero e voce), Matteo Riboldi (clavicembalo, flauto dritto, trombone, percussioni e voce) e Raffaele Cifani (percussioni, tastiere, voce) confermerà al pubblico che l'espressione "essere un voltagabbana" può avere un significato un po' diverso da quello per cui viene correntemente utilizzata. Tutti musicisti con una salda formazione classica alle spalle e diplomati nei migliori Conservatori d'Italia, i componenti dell'esemble Voltagabbana portano infatti avanti una sfida che si rivela piuttosto intrigante: utilizzare le proprie conoscenze accademiche per uscire dagli schemi, senza perdere la bussola della cosiddetta "musica colta", ma spaziando liberamente dalla musica antica rinascimentale del Cinquecento fino al genere rock folk dei giorni nostri. Oltre ad essere un viaggio nel tempo e nei generi musicali, quindi, ogni concerto dei Voltagabbana è anche un viaggio nello spazio, perchè le musiche popolari partono dalla tradizione italiana per estendersi a tutta l'Europa Occidentale, abbracciando melodie della tradizione bretone, scozzese, francese, spagnola e non solo. Ed è così che, come Bela Bartók girava in lungo e in largo l'Europa alla ricerca di materiale e musica popolare da studiare e rielaborare, i Voltagabbana selezionano melodie popolari di ogni epoca e luogo e le rivisitano in chiave moderna con strumenti della tradizione e arrangiamenti loro. E per quanto riguarda il programma, non è dato sapere quali saranno i brani in scaletta, almeno fino a quando il quintetto non salirà sul palco. «Una parte fondamentale di ogni nostro spettacolo - spiega Matteo Riboldi - è il contatto empatico con il pubblico che si instaura anche attraverso l'elemento a sorpresa. A questo accostiamo sempre brevi momenti di carattere didattico, in cui presentiamo il repertorio e particolari strumenti musicali». Ingresso libero.