Farmacie che non si vendono un duro colpo per il bilancio

VIGEVANO Dopo le due aste andate deserte, le farmacie comunali tornano ad essere protagoniste del consiglio comunale, insieme alla nuova variazione di previsione di bilancio per il 2012. La mancata vendita delle farmacie e la crisi di liquidità che ha colpito il Comune lo scorso giugno, mettono seriamente a repentaglio il rispetto del patto di stabilità per l'anno 2012. Ad aprire la discussione l'assessore Brunella Avalle, che ha immediatamente illustrato l'impossibilità di attuare una delibera dello scorso consiglio, ovvero quella relativa all'estinzione anticipata dei mutui. «Vista la mancata vendita delle farmacie ed una penale doppia rispetto ai 500 mila euro calcolati inizialmente, - spiega l'assessore – non è stato più possibile estinguere i mutui a carico del Comune». Immediate le risposte dell'opposizione. Il capogruppo del Pdl, Gianpietro Pacinotti ha ribattuto: «Penso che prima di presentar le variazioni sia opportuno fare maggiori valutazioni e decidere una linea politica da perseguire». Il capogruppo di Civiltà Vigevanese Carlo Pizzi ha proposto invece di liquidare alcune società comunali per rispettare il patto di stabilità. «Credo che sarebbe opportuno chiudere la Multiservizi e la Sca, così come la Fondazione Roncalli, oggi svuotata di ogni significato». Le aste deserte sono state un duro colpo anche per il sindaco Andrea Sala che ha spiegato all'assemblea: «Oggi ci troviamo a parlare nuovamente delle farmacie per riproporle sul mercato come singole attività e non più come liquidazione di ramo d'azienda, ovvero tutte e tre insieme. Secondo le perizie la vendita accorpata, in un'ottica di economia di scala, avrebbe portato nelle casse del comune 300mila euro in più rispetto alla vendita ‘al dettaglio'. La crisi e la spending review, però, ci portano ad abbassare in modo precauzionale il valore degli immobili del 10% e a rimetterle sul mercato». «Questo non da garanzie, ci si prova. Il Comune, ad ogni modo, non ha più nei suoi scopi quello di gestire le farmacie, anche perché sono ormai un servizio di concorrenza che solo il privato può affrontare». Silvano Migliavacca (Cv), ha commentato: «Non c'è logica dietro a questa strategia. Lo stesso comune ha reso poco appetibili le farmacie con le logiche di vendita applicate. I possibili acquirenti, ora, aspetteranno sino all'ultimo per poterle rilevar al minor prezzo possibile». Giuseppe Giargiana, Pdl, propone invece di "vendere 2 unità e tenerne una, almeno per dare un servizio sociale alla comunità". Valeria Bollini