Caccia agli evasori, patto con la Procura
di Maria Fiore wPAVIA La crisi fa aumentare anche i debiti con il Fisco. Più mancano i soldi, più aumenta la possibilità di non riuscire a pagare le tasse. Un circolo vizioso che sta portando a una crescita anche dei reati penali: in un anno, se si considerano i dati del 2011, sono stati 150 i casi di evasione finiti sul tavolo del magistrato. Un numero che rischia di aumentare nell'anno in corso, dopo che è stata abbassata da 77mila euro a 30mila euro la soglia di "punibilità", cioè il limite massimo di somma che si può evadere per non finire davanti al giudice. Per rispondere a questo incremento, la Procura di Pavia ha stretto un accordo con l'Agenzia delle entrate. Una sorta di filo diretto, che avverrà per via telematica, per cercare di velocizzare i procedimenti, accorciare i tempi e permettere un recupero più veloce del denaro mai versato al Fisco. Il protocollo è stato siglato dal procuratore Gustavo Cioppa e dal direttore provinciale dell'Agenzia delle entrate, Nicola Sarto. «Il patto nasce con l'obiettivo di favorire una collaborazione più stretta tra Procura e Fisco nella lotta all'evasione – spiega Sarto –. Questo dovrebbe consentire di agevolare sia le nostre pratiche che quelle della procura». Si accelera, in altre parole, sia l'arrivo del fascicolo sul tavolo del magistrato, che la chiusura del procedimento. Sul piano concreto significa che l'evasore ha più probabilità di essere scoperto e perseguito penalmente. E nello stesso tempo la procura potrà gestire un numero maggiore di posizioni. «Purtroppo i reati aumentano – spiega il direttore provinciale dell'Agenzia delle entrate Nicola Sarto –. Come si spiega questo incremento? In generale il fenomeno dell'evasione ha a che fare con la stretta economica che stiamo vivendo. La crisi diminuisce la possibilità di pagare i tributi. Certo, poi se si supera una certa cifra scatta il procedimento penale». La cifra, fissata a 30mila euro, restringe il divario che una volta divideva i grandi evasori dai piccoli. E si traduce in una mole sempre maggiore di procedimenti con cui deve fare i conti la procura. L'Agenzia delle entrate si muove su un altro terreno, ma anche gli uffici di corso Mazzini a Pavia sono stati sommersi da un numero di pratiche sempre più crescente: «Ci sono le imposte dirette, del registro, l'Iva – spiega Sarto –. Noi ci muoviamo sul fronte stretto dell'evasione, ma è inutile dire che sono centinaia i procedimenti che apriamo ogni anno». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA