Pavia porta avanti la memoria di Volta
Guardare oltre la crisi. Mettere in campo le nostre idee, le nostre forze migliori per provare a ripartire in questo difficile momento storico. Con questo spirito abbiamo chiesto a un gruppo di professori dell'ateneo pavese di aiutarci a vedere ciò che abbiamo in casa e che sappiamo portare nel mondo. Economisti, medici, uomini e donne di scienze, giuristi, letterati. Riflessioni ed esperienze preziose che proponiamo ai lettori. Ha iniziato Antonella Zucchella, poi l'intervento di Marco Morandotti e oggi la terza riflessione scritta da Egidio d'Angelo. di EGIDIO D'ANGELO* Le Neuroscienze rappresentano quella complessa area delle Scienze moderne che affronta lo studio del sistema nervoso e delle sue disfunzioni. Le Neuroscienze attraggono l'immaginario collettivo per la loro potenzialità di spiegare i processi del pensiero e della mente, il movimento, la percezione e la memoria, proiettandosi verso problemi sostanziali di filosofia e di etica. Recentemente, le Neuroscienze hanno dato un notevole impulso allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, aprendo nuovi scenari per il futuro della robotica e dell'informatica. Per rendersene conto basti pensare alla notevole produzione letteraria e cinematografica che prende lo spunto proprio dalle recenti scoperte delle Neuroscienze. Inoltre, le scoperte in campo neurofisiologico e neuropatologico stanno aprendo nuovi scenari per la diagnosi e la cura di numerose disfunzioni cerebrali. Si deve ricordare che, con l'allungarsi della vita media e l'evolversi delle condizioni socio-culturali ed ambientali, una proporzione crescente della società occidentale deve confrontarsi con patologie cerebrovascolari e neurodegenerative (come le malattie di Parkinson e di Alzheimer) soggettivamente e socialmente invalidanti, con rilevanti ripercussioni sulla spesa e sull'organizzazione sanitaria. Le maggiori agenzie scientifiche nazionali ed internazionali stanno lanciando programmi di ampio respiro, come Connectome (NIH, USA) e Human Brain Project (UE), che contemplano studi proiettati dal piano molecolare a quello integrativo con ampio impiego di modelli matematici, dislocando notevoli risorse finanziarie e garantendo il progredire delle strutture coinvolte nei vari settori della ricerca e della innovazione tecnologica e industriale. Ma come si presenta ora lo studio delle Neuroscienze a Pavia? Nel passato, Pavia ha giocato un ruolo fondamentale per le Neuroscienze con gli studi di Alessandro Volta, che contribuirono a rivelare la natura dei fenomeni elettrici, e di Camillo Golgi, che identificò la natura cellulare del sistema nervoso e vinse nel 1906 il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina. Come a quei tempi, attualmente la ricerca ha bisogno di ingegno e di risorse culturali ed intellettuali. In aggiunta però, il prepotente sviluppo tecnologico e gli alti costi ad esso collegati richiedono infrastrutture organizzate ed efficienti, che sappiano gestire i grandi impianti di neurofisiolgia cellulare e di analisi non invasiva del sistema nervoso nell'uomo, incrociando le esigenze della formazione e della ricerca con le iniziative delle agenzie scientiche e ricollegando le Neuroscienze alla realta sociale, sanitaria, politica ed economica del paese. Pavia sta affrontando la sfida, sia mediante la realizzazione di adeguate strutture dipartimentali dell'Università e di centri di ricerca dell'IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino, che mediante la partecipazione ai principali progetti lanciati dalla Commissione Europea (come il sopracitato Human Brain Project) e dal Ministero della Salute, così generando elementi sostanziali di sviluppo che possano proiettare la realtà locale a livello nazionale ed internazionale. ordinario di Fisiologia all'università di Pavia e direttore del Brain Connectivity Center, IRCCS C. Mondino