ALLARME CRIMINALITA'

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Quote rosa nel traffico di droga: cambiano i tempi, e anche le donne vengono utilizzate non solo per il piccolo spaccio, ma anche per la consegna di quantitativi a volte considerevoli di sostanze stupefacenti, e nella gestione dell'attività. In epoca di crisi, cambia poi l'identikit dei consumatori anche a Vigevano e Lomellina: i più giovani – con meno soldi i tasca e comunque ancora senza un lavoro – tornano a consumare in prevalenza i derivati della cannabis, hashish e marijuana, che costano circa dieci euro al grammo. Un ragazzo su tre sotto i 18 anni li avrebbe almeno provati, con una "prima volta" intorno ai 14 anni. La cocaina, più costosa (in media 50 euro al grammo) torna ad essere la "droga dei ricchi", o in ogni caso di una fascia di età più adulta e con maggiori sicurezze economiche. Negli ultimi mesi, Vigevano è stata teatro di una serie di arresti di spacciatori e trafficanti di droga, intercettati dai carabinieri coordinati dal capitano Gennaro Cassese. Proprio per i ripetuti arresti, lo spaccio di droga a Vigevano negli ultimi tempi non avviene più solo nei luoghi "classici" e prevedibili dello smercio – come la stazione e il parco Parri, o nei dintorni dei locali notturni – ma è più parcellizzato e può spostarsi in periferia e nelle campagne. Sempre nell'ultimo periodo proprio in stazione i carabinieri hanno arrestato uno spacciatore, appena sceso dal treno in arrivo da Milano, con oltre un etto di cocaina nascosto nei pantaloni. I militari continuano gli accertamenti, sentendo persone potenzialmente informate dei fatti ed esaminando il materiale raccolto, come le intercettazioni telefoniche e ambientali. I sequestri sono stati anche decisamente ingenti. Il più clamoroso: 1 tonnellata e 400 chili di hashish, in parte destinato al mercato dello spaccio locale e della provincia, per un valore complessivo di circa 14 milioni di euro. A inizio settembre, infatti, è stato arrestato un autotrasportatore spagnolo: sul suo camion c'erano 44 valigie che contenevano, avvolti in fogli di plastica impregnati di gasolina (per ingannare il fiuto dei i cani antidroga), due pacchi da 15 chili di hashish, accuratamente suddivisi in panetti da 1 chilo, ognuno composto da dieci barrette da 100 grammi. Secondo le indagini, il carico è partito dal Marocco verso la Spagna e poi l'Italia, con un viaggio a tappe per rifornire diversi committenti. Che le donne abbiano ormai un ruolo non del tutto secondario nelle attività di spaccio e traffico, lo conferma una recentissima operazione anti-droga dai finanzieri del Gico (Gruppo di investigazioni sulla criminalità organizzata) di Firenze. Hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, in varie parti d'Italia, per traffico internazionale di stupefacenti, gestito da un clan albanese. In cella è finita anche una donna di 30 anni, albanese e senza occupazione, residente a Vigevano. Secondo le accuse, aveva un ruolo preciso nell'ambito dell'organizzazione criminale: a più riprese si è occupata di portare denaro da Vigevano all'Olanda, soldi con cui erano pagate in anticipo le forniture anche per la Lomellina. Dopo i pagamenti, dall'Olanda partivano le auto dei corrieri (destinate a Vigevano e in altre zone del centro-Nord Italia) che commercializzavano circa 5-10 chili di cocaina a viaggio. All'arrivo a destinazione, lo stupefacente era venduto all'ingrosso a organizzazioni di connazionali che provvedevano al taglio e al confezionamento dello stupefacente, per poi spacciarlo al minuto sul mercato locale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA