«Basta nani e ballerine» Cattaneo chiede la svolta Pdl
di Fabrizio Merli w PAVIA «Basta nani e ballerine». Più chiaro di così, Alessandro Cattaneo non potrebbe essere. Ieri, nella sede romana del Popolo della Libertà, ha presentato insieme ad altri undici sindaci pidiellini, l'iniziativa «L'Italia chiamò». Nessuna intenzione di dar vita a un nuovo partito o a una corrente interna al Pdl, ma solo la voglia di ripartire con una nuova fase: la parola d'ordine è «andare oltre l'epoca del berlusconismo», «basta con gli unti dal Signore», ora bisogna «rinnovare sul serio». I sindaci chiedono «scelte drastiche» e propongono un «nuovo contratto sociale con gli italiani», attraverso una apposita petizione. «La nostra iniziativa – garantiscono – non è contro qualcuno, non è contro Berlusconi, nè contro Alfano, ma chiediamo cose concrete e devono arrivare in fretta, basta con i tentennamenti, altrimenti il nostro progetto politico sarà più forte», avverte Cattaneo. Il movimento dei sindaci azzurri lancia un appello al rinnovamento del partito e da oggi sarà a disposizione un modulo online per l'iscrizione, rivolto a tutti gli amministratori. Cattaneo, con l'iniziativa "Formattiamo il Pdl" e la forte richiesta di primarie, aveva già assunto una posizione critica. Ora che "Er Batman" e le vicende del Lazio rischiano di far collassare il partito, l'esigenza di innovazione prende ancora più vigore. «Per prevenire polemiche – prosegue Cattaneo– abbiamo fatto un atto di rinuncia. Nessuno di noi vuole posti in Parlamento, ma non possiamo più fare finta di niente. È finita l'epoca del Berlusconi senza se e senza ma. Il partito ha un grande problema di credibilità e noi mettiamo a disposizione il patrimonio di chi, ogni giorno, ci mette la faccia. Alfano? Ha già sottolineato l'importanza di chi amministra enti locali». Hanno aderito al movimento dei sindaci, Paolo Perrone di Lecce, Pasquale Aliberti di Scafati, Giovanni Schiappa di Mondragone, Luigi Mascia di Pescara, Umberto di Primio di Chieti, Maurizio Brucchi di Teramo, Nicola Ottaviani di Frosinone, Roberto Visentin di Siracusa, Oreste Perri di Cremona e Marco Zacchera di Verbania.