Olevano, lavori finiti si accende la centrale

OLEVANO La centrale a biomassa legnosa è pronta a produrre energia elettrica. BiOlevano srl, società del gruppo Maire Tecnimont, annuncia il completamento dei lavori di costruzione e l'esecuzione del "primo parallelo", cioè l'allacciamento alla rete di trasmissione nazionale che permette di immettere l'energia rinnovabile prodotta e di venderla sul mercato. Inoltre, nell'area lungo la provinciale per Castello d'Agogna sono in corso di completamento le attività di collaudo dell'impianto, che nei primi giorni di ottobre raggiungerà la produzione di energia netta, prevista a regime, di 18 megawatt elettrici. Sotto l'aspetto della tutela ambientale, la centrale possiede tutto quanto prescritto dall'Arpa: una centralina di monitoraggio di tutte le emissioni in atmosfera e i pozzetti di raccolta degli scarichi con sistema di campionamento per prelievo e analisi, secondo quanto imposto da Provincia e Regione. La centrale a biomassa si estende su una superficie di oltre sei ettari, di cui due-terzi destinati allo stoccaggio della biomassa: sarà alimentata a legno vergine, impiegato in modo "carbon neutral", cioè attraverso l'utilizzo di legname di provenienza esclusivamente locale secondo il concetto della "filiera corta". Il nuovo impianto, inoltre, permetterà di soddisfare il fabbisogno annuale di energia elettrica di oltre 50mila abitazioni "a impatto zero", evitando l'emissione in atmosfera di circa 100mila tonnellate annue di anidride carbonica rispetto a un analogo impianto a carbone. Si prevede che brucerà 180mila tonnellate di pioppelle l'anno. «La centrale a biomassa, che è tra le più grandi di questo tipo attualmente in funzione in Italia, rappresenta un contributo significativo agli obiettivi di sostenibilità fissati dall'Unione europea», fanno sapere da BiOlevano. L'impianto nasce da un progetto di Maire Tecnimont New Energies, società del gruppo Maire Tecnimont Il progetto, però, è sempre nel mirino degli ambientalisti lomellini. Nella primavera scorsa l'associazione Futuro sostenibile in Lomellina, guidata da Alda Rosa, aveva presentato un esposto di 27 pagine con cui si analizzavano le criticità di un territorio piccolo come un fazzoletto, ma denso di fonti di inquinamento. La zona comprende Mortara, Parona e Olevano e Castello d'Agogna. «Purtroppo, negli anni passati non c'è mai stato un piano comune della Provincia: non è immaginabile che ogni Comune possa autorizzare un impianto, che è sì previsto dalla legge, ma che si trova a pochi chilometri da un paese vicino», spiegava Alda Rosa. Umberto De Agostino