Mortara, espropri e polemiche
MORTARA Al via gli espropri in corso in Lomellina per la realizzazione dell'elettrodotto della Terna da Lacchiarella a Trino Vercellese. La lotta ambientalista lomellina si combatte anche su un altro fronte oltre a quello contro l'autostrada Broni-Mortara-Stroppiana. Infatti gli agricoltori lomellini da Gropello a Palestro passando per Garlasco, Tromello, Cergnago, Olevano, Sant'Angelo, Castelnovetto e Robbio sono in aperta disputa con la Terna. E'il colosso energetico, con sede centrale a Roma, che sta realizzando l'elettrodotto Trino-Lacchiarella, opera per la quale la scorsa primavera sono stati posati i primi piloni con l'ausilio di speciali elicotteri americani. Quei piloni sono finiti però nei campi degli agricoltori che hanno accettato un accordo bonario con la società energetica. Hanno firmato nei primi mesi del 2011 un contratto, vendendo parte del loro appezzamento, e dando la possibilità alle aziende che hanno subappaltato il lavoro da Terna di iniziare la costruzione di basamenti e piloni. «Però il pagamento di questi terreni è avvenuto dopo oltre un anno dalla firma - spiega il direttore della Coldiretti di Mortara Claudio Molteni - ora la Terna sta cercando di comprare anche gli altri terreni che ancora non ha. Però noi agricoltori ora vogliamo una data di pagamento certa. Sto cercando di radunare tutti gli agricoltori lomellini coinvolti per tenere una linea unitaria». Ma c'è anche chi di vendere la sua terra proprio non ci pensa. In questi giorni infatti Terna è già partita al contrattacco. In diverse aziende agricole è arrivato l'avviso di occupazione coatta del suolo per realizzare un'opera di interesse pubblico. Tradotto significa che già a partire da ottobre le aziende che subappaltano i cantieri da Terna potranno entrare nei terreni necessari senza chiedere il permesso ai proprietari. «Vogliamo l'80% di acconto subito per vendere le nostre terre - racconta un agricoltore, che preferisce mantenere l'anonimato - e che Terna valuti nuovamente l'offerta. Lo scorso anno ne hanno fatta una che è rimasta uguale: però nel frattempo sono aumentate le rendite. E poi ci deve essere la clausola che i danni prodotti durante i lavori ci vengano risarciti subito. A Cergnago questa primavera due ponti hanno avuto cedimenti, mentre a Castelnovetto un agricoltore ha avuto danni per 800 euro: ma finora non si è visto un soldo». (s.b.)