Terrorismo, espulsi due libici Stavano preparando attentati
ROMA La collera del mondo musulmano, che ha scatenato violente proteste anti occidentali in molti paesi islamici in risposta al film 'Innocence of Muslims', avrebbe potuto infiammare e coinvolgere anche l'Italia. Di questo sono convinti investigatori della polizia e inquirenti della capitale che hanno espulso due cittadini libici accusati di essere presunti terroristi pronti a reclutare proseliti e colpire una delle città italiane con un atto violento che avrebbe potuto fare da cassa di risonanza alle violente proteste di Bengasi con l'assalto al consolato Usa e la morte dell'Ambasciatore Chris Stevens. Proprio dalla morte del diplomatico in tutta Italia erano scattate misure di sicurezza e a Roma la Digos ha messo sotto stretta sorveglianza i due libici, di 26 e 28 anni, sospettati appunto di essere jhadisti, legati alle formazioni armate di matrice salafita. Gli inquirenti ritengono che i due jihadisti «avevano cominciato attività di proselitismo e propaganda alla jihad nella comunità libica, per reperire materiale per commettere attentati contro interessi occidentali».