Grillo all'attacco: referendum sull'euro
di Paolo Carletti wROMA Non c'è il pienone a cui si era abituato, ma Grillo nella sua prima uscita pubblica dopo quattro mesi di comunicazione solo via web, è sempre lo stesso. Si presenta a Parma a bordo di un Suv con i vetri oscurati, e qualche minuto dopo il leader del Movimento 5 Stelle ne ha per tutti. La stampa, i partiti, i politici di professione, la multiutility Iren in conflitto col Comune per l'inceneritore, Monti. L'atmosfera che si respira non sembra però quella di Rimini di due anni fa, o quella della campagna elettorale per le amministrative che ha permesso al comico-blogger di conquistare i primi due sindaci, di cui uno – il più importante – proprio a Parma. Lo scontro che solo per un soffio non è degenerato in frattura con la componente emiliana del movimento si fa sentire. E forse più di tutti lo sentono i simpatizzanti, che in piazza della Pace arrivano solo in mille. Gli organizzatori se ne aspettavano molti di più, e lo stesso Grillo lo ammette prima di salire sul palco, dando la colpa ai giornali e alla propria disorganizzazione: «Ma è una disorganizzazione positiva, altrimenti saremmo un partito, e noi non siamo come gli altri». Prima di attaccare a testa bassa Iren, ma anche le amministrazioni rosse dei capoluoghi emiliani che si avvalgono dei servizi della multiutility, Grillo mostra le spalle ai giornalisti italiani, concedendo solo un'intervista a una tv danese. Pare comunque avercela più con gli editori che con i «giornalisti sottopagati», anche se in un passaggio particolarmente convulso del suo intervento urlerà «quelle m.... di giornalisti», entrando in polemica anche con un fotografo sotto il palco. A seguire ci sono anche Giovanni Favia, il dissidente, che dice di approvare tutto quello che Grillo dice, ma non è invitato sul palco e il chiarimento tra i due, da molti auspicato, non c'è. Il comico entra di petto nella polemica interna che lo ha coinvolto insieme con il guru Casaleggio, suo braccio destro: «Chi c'è dietro Grillo? Ci sono io dietro di me. Chi c'è dietro Casaleggio? La società Casaleggio Srl in perdira. Mi sono giocato l'attività di comico e lo faccio volentieri se posso aiutare gli altri». Tanti gli elogi per il suo sindaco Federico Pizzarotti, «sempre sotto il tiro dei giornali, ma in tre mesi ha speso 86 euro di rimborsi e si è ridotto lo stipendio. Se la prendono con lui, invece che con quelli che a Parma si sono rubati un miliardo di euro». Poi parla delle elezioni: «Noi vogliamo fare una rivoluzione di civiltà. I candidati? Creeremo una piattaforma digitale, ma siccome tutti dicono che sono un dittatore – ha ironizzato – alla fine sceglierò solo io». Dopo un breve passaggio critico su Monti, e aver ribadito che sull'euro lui vuole il referendum e che «non è vero come raccontano che voglio uscire dall'Euro, ma voglio che decida la gente», attacca sui rifiuti e il termovalorizzatore. «Iren, società quotata in borsa, ha denunciato il Comune di Parma perché non vogliamo l'inceneritore. Ma la Consob cosa fa? E' la prima volta al mondo che una società quotata in borsa denuncia un suo azionista». Poi attacca il Pd: «Parma è l'unica città emiliana non più in mano al Pd tra i Comuni azionisti dell'Iren e così è saltato il giochino. Ma i festini del Pdl e Lusi sono briciole di fronte a quanto si mangiano queste multiutility». ©RIPRODUZIONE RISERVATA