Chimici, contratto senza un'ora di sciopero

ROMA Fumata bianca per il comparto chimico-farmaceutico: è stata siglata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto 2013-2015 che interessa più di 190mila lavoratori, impiegati in oltre 1.600 imprese, il 90% delle quali piccole e medie. L'accordo è stato raggiunto venerdì tra le associazioni imprenditoriali Federchimica, Farmindustria (entrambi associate a Confindustria) e i sindacati del settore Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil. «La firma senza un'ora di sciopero del nuovo contratto dei chimici, tutto orientato alla produttività, è un fatto positivo perché arriva in un momento difficile della vita economica del Paese, aprendo la stagione dei rinnovi contrattuali nel segno della responsabilità, dell'unità e della concretezza nelle relazioni industriali». Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Più cauta Susanna Camusso, segretario della Cgil: «Finchè non vedo il testo non do giudizi», una frase che provoca le immediate dimissioni di Alberto Morselli, segretario Filctem-Cgil. L'ipotesi di accordo, siglata tre mesi prima della scadenza naturale del 31 dicembre 2012, prevede un aumento medio di 148 euro. In un comunicato, i sindacati spiegano che l'intesa sottoscritta - che sarà sottoposta all'approvazione delle assemblee dei lavoratori che termineranno il 31 ottobre 2012 - prevede un aumento medio di 148, distribuito su minimi e Ipo, in quattro «tranche». In sostanza, nel triennio 2013-2015, entreranno nelle buste paga dei lavoratori 3.466 euro rispetto ai 3.367 del contratto precedente. «Abbiamo accettato e vinto la scommessa - fanno rilevare soddisfatti Alberto Morselli (prima delle dinmissioni), Sergio Gigli, Paolo Pirani, rispettivamente segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, segretario confederale Uil e resp. Uilcem per la contrattazione - di fare il contratto in tempi brevi; un segnale di responsabilità che imprese e sindacati offrono al Paese, una concreta risposta in difesa del reddito dei lavoratori del settore, falcidiato dalla crisi e dalla cassa integrazione». Ma le novità economiche non finiscono qui. L'ipotesi di accordo prevede anche - a totale carico delle imprese - 0,20% di incremento sulla previdenza complementare del settore; l'incremento dell'indennità di 3 euro per i lavoratori in turno notturno.