Piccolini, il carcere scoppia troppi detenuti, poco personale
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Dormono in tre nelle celle da 7 metri quadrati: la mattina si devono smontare due letti e rimontarli la sera, altrimenti non si cammina. Piccolini, un carcere che rischia sempre più di esplodere per il sovraffollamento in costante crescita, e la cronica carenza di personale. «Una situazione ormai ben oltre il limite», sintetizza il consigliere regionale Pd Giuseppe Villani, in visita alla casa circondariale con il segretario Pd di Vigevano, Valter Ricci, e Alessia Minieri dei Radicali Italiani. Il carcere di via Gravellona, consegnato nel 1993, ospitava ieri 505 detenuti, di cui 44 donne: due mesi fa erano 484, il picco massimo è stato 514 ospiti. Due anni fa i reclusi erano 400, numero ritenuto il tetto massimo di tollerabilità di una struttura concepita per 236 persone. Fra i detenuti comuni gli extracomunitari sono il 70 per cento, la media è un detenuto straniero su due. I tossicodipendenti in cura al momento sono circa 200. Se i detenuti sono il doppio della capienza, mancano gli agenti di polizia penitenziaria: 180 divise attualmernte in servizio, su un organico teorico di 270 agenti. Il rapporto ottimale tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti è di uno a due, nel carcere di Vigevano il rapporto è di uno a quattro. Mancano anche i volontari per l'assistenza agli ospiti: in questo periodo sono soltanto due. Altra nota dolente: il personale amministrativo, anch'esso insufficiente. Il carcere dei Piccolini, diretto attualmente da Davide Pisapia, occupa una superficie di15mila metri quadri, di cui 10mila coperti. Ha otto sezioni, ognuna delle quali formata da venticinque celle. Due sezioni sono di alta sicurezza, una maschile e una femminile, dove sono rinchiusi detenuti condannati per reati connessi alla criminalità organizzata. C'è anche una sezione di detenuti protetti perché hanno commesso reati a sfondo sessuale. I visitatori di ieri segnalavano anche elementi positivi: cinema e biblioteca funzionano, la sartoria è in piena attività. C'è un'ottima infermeria –con un medico, due infermieri, e uno specialista radiologo che da un anno e mezzo viene gestita direttamente dall'Asl. «Ma con i tagli dei fondi regionali destinati ai piani di zona – d9ce Villani – la qualità dell'assistenza sanitaria in carcere potrebbe peggiorare». Il consigliere ricorda di aver ottenuto la costituzione di una commissione speciale a livello regionale sulle carceri: «Si deve impedire la riduzione dei fondi regionali, ampliare gli istituti di detenzione o quanto meno trovare forme di riduzione della pena, organizzare corsi di accoglienza». Alessia Minieri auspicava un garante provinciale per i diritti dei detenuti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA