Ilva, bocciato dai custodi il piano di risanamento

TARANTO Da una parte: il «no» dei custodi giudiziari al piano di investimenti per risanare gli impianti sotto sequestro, consegnato dall'Ilva alla Procura. Dall'altra: querele incrociate nella guerra di dati sulla mortalità tra Verdi e ministro dell'Ambiente Clini. E intanto spunta uno studio che parla del 27% di tumori in più nell'area industriale di Taranto. Questi ieri i fronti del caso Ilva. I custodi giudiziari - gli ingegneri Barbara Valenzano, Emanuela Laterza e Claudio Lofrumento - hanno consegnato a procuratore e pm inquirenti una relazione dettagliata con la quale sostanzialmente bocciano il piano predisposto dall'Ilva per i primi interventi di ambientalizzazione del siderurgico. Ritenuto utile ma non sufficiente, il progetto da 400 milioni, con interventi che partirebbero già quest'anno, era stato presentato lunedì scorso dal presidente Bruno Ferrante a procura e sindacati metalmeccanici. Fonti della procura hanno ieri osservato che si tratta dello stesso schema degli atti d'intesa che, negli anni passati, l'azienda ha sottoscritto col governo regionale, ovvero, di progetti che poi non hanno trovato compimento. Non solo. Lo scorso 26 luglio, illustrando l'ordinanza del gip che metteva sotto sequestro senza facoltà d'uso parchi minerali, agglomerato, altiforni, acciaierie e gestione materiali ferrosi, in quanto aree e impianti ad elevato impatto inquinante, la procura aveva chiarito che avrebbe valutato un piano Ilva in linea con le prescrizioni della magistratura. Invece il documento presentato da Ferrante sarebbe inadeguato rispetto al'obiettivo di azzerare le emissioni inquinanti. Di qui il giudizio di insoddisfazione trapelato ieri. Da quel che si apprende però la procura non si esprimerà sul parere dei custodi ma invierà tutto al gip Patrizia Todisco, il magistrato che lo scorso 25 luglio ha firmato l'ordinanza di sequestro dell'area a caldo, perché assuma le decisioni del caso sia sul piano sia sull'istanza allegata dall'Ilva con la quale si chiede di conservare una minima capacità produttiva che consenta all'azienda di poter fare ulteriori investimenti. Ed è intanto ancora polemica tra il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e i Verdi sui dati, diffusi da Peacelink e dal presidente dei verdi Angelo Bonelli, che mostrerebbero un aumento delle patologie tumorali nell'area di Taranto in relazione all'Ilva. Secondo Clini «nessuno può dire che c'è un rapporto di causa-effetto» e «si stanno manipolando con grande spregiudicatezza dati incompleti». Così, dopo essere stato a sua volta querelato dal ministro nei giorni scorsi, questa volta è toccato a Bonelli dare mandato al suo avvocato «di querelare Clini chiedendo un risarcimento danni che verrà devoluto alle famiglie delle vittime dei lavoratori Ilva». Da uno studio pubblicato sulla rivista «Epidemiologia e Prevenzione» condotto nel quadro dell'incidente probatorio ordinato dal gip di Taranto lo scorso marzo, emerge che nei quartieri di Taranto più vicini agli stabilimenti dell'area industriale si muore più che altrove. Fino a +27%.