Derthona e Villa, ancora lite sul Coppi

TORTONA Il Tar ha rinviato la sentenza sulla gestione dello stadio Coppi. Ieri, a Torino, si è svolta l'udienza in merito al ricorso presentato dal Derthona, che ha impugnato per vizio di forma la convenzione stipulata tra Comune e Villalvernia per la gestione dello stadio. Il Derthona, rappresentato dal legale Francesco Mercuri, ha ribadito le ragioni per cui la società ha presentato ricorso, il Tortona Villalvernia, attraverso il legale Donatella Finiguerra, ha contestato la decisione del Tar di sospendere cautelativamente la efficacia dell'atto, il Comune, attraverso l'avvocato Giuseppe Franco Ferrari, la convinzione della correttezza delle proprie azioni. Le due società in qualche modo convergono a dire che l'esito dell'operato del comune porta a danneggiare entrambe le parti, poiché la mancata chiarezza sulla gestione dello stadio da parte di un soggetto comporta perdite economiche e difficoltà logistiche. Intanto le due società rimangono comunque distanti e c'è poca disponibilità al confronto. Lo si è verificato l'altra sera nel dibattito alla Festa Democratica, in cui i presidenti Vittorio Mazzariol e Flavio Tonetto si sono confrontati sui rapporti e sulla possibile coesistenza, ma le vecchie ruggini sono ancora evidenti: «Abbiamo ospitato al Coppi il Villalvernia lo scorso anno, ma ci è stato imposto – ha detto Tonetto –. Il Coppi deve essere la casa del Derthona, società storica della città e non dobbiamo trovarci in condizione di chiedere permesso ad altri». «Per giocare al Coppi abbiamo chiesto autorizzazioni e pagato il canone – ha controbattuto Mazzariol –. Sarebbe più opportuno che tutti i campi sportivi pubblici venissero gestiti da un soggetto terzo, come la Polisportiva». Finchè il confronto è stato tra i due presidenti, le posizioni sono rimaste distanti ma gli argomenti chiari e la discussione ordinata. Poi sono intervenuti dal pubblico altri dirigenti e il riferimento a episodi, il processo alle intenzioni, la citazione di persone non presenti, ha fatto comprendere come la distanza tra le parti sia più di rivalità personali che di sostanza. L'assenza al dibattito di esponenti dell'amministrazione comunale fa oltremodo poi riflettere su come la risorsa di avere due società di livello in città sia stata gestita in maniera controversa, generando conflitti e equivoci. Stefano Brocchetti