Fatture gonfiate, in qualche caso inventate
VITERBO Almeno tre delle fatture emesse da società viterbesi al gruppo Pdl alla Regione Lazio sarebbero state gonfiate per giustificare i prelievi di denaro. È questo il nuovo filone dell'affaire Fondi Pdl sul quale indaga la Procura di Viterbo e che rischia di aggravare la tempesta giudiziaria che agita la Pisana. La prima, emessa dalla società pubblicitaria Panta Cz, per un importo di 3mila euro (Iva compresa), come dimostra l'originale in possesso dell'azienda medesima, è stata portata a 13 mila euro (Iva compresa). Sulla vicenda, il legale della società, l'avvocato Fabrizio Ballarini, ha presentato una denuncia alla Guardia di Finanza di Viterbo. «La fattura emessa dalla Panta Cz – scrive il legale - ammonta a 3 mila euro, mentre nel dossier diffuso da alcuni organi di stampa, è indicato l'importo di 13mila euro. Il fatto è stato segnalato alla guardia di finanza di Viterbo per gli approfondimenti di rito». La fattura in questione, la numero 735 del 29 ottobre 2010, era stata emessa da Panta Cz srl nel 2010 per una campagna pubblicitaria curata per conto del Pdl, denominata «Alla prova dei fatti». Le altre due risultano emesse dalla Majakovskij Comunicazione: una, da 1.275 euro sarebbe stata portata a 12mila, mentre la seconda, da circa 15mila euro, risulterebbe totalmente falsa. Secondo il legale della società, l'avvocato Roberto Alabiso, «poco più di 2mila euro sono stati trasformati in tutto in oltre 27mila». Anche la Majakovskij Comunicazione ha presentato una denuncia contro ignoti alla procura della Repubblica di Viterbo. Probabilmente è su questa vicenda che il Pm viterbese Massimiliano Siddi, nei prossimi giorni, convocherà l'ex capogruppo Pdl Franco Fiorito e lo interrogherà «per reato connesso». Secondo quanto si è appreso, il sostituto Siddi, subito dopo l'esplosione dello scandalo dei fondi del gruppo regionale Pdl, ha avuto un colloquio telefonico con i colleghi romani titolari dell'inchiesta in cui Fiorito è indagato per peculato e, dopo averli informati di quanto a sua conoscenza, li ha avvisati che sottoporrà lo stesso Fiorito ad interrogatorio. La data non è stata ancora fissata, ma la convocazione dovrebbe essere imminente. L'incrocio tra l'inchiesta romana e quella viterbese non si fermerebbe qui. Le somme spese dall'ormai (da oggi) ex capogruppo Francesco Battistoni, viterbese, e liquidate a partner commerciali del Pdl con sede nella Tuscia sono almeno una ventina. A detta del consigliere regionale almeno metà delle fatture sarebbe stata falsificata. Ed è probabile che il pm Siddi convochi i rappresentanti di tutte le aziende e acquisisca gli originali delle fatture emesse e i relativi mandati di pagamento per verificare se le cifre corrispondano o meno.