Se Giove regala tutto il buon senso a Bertoldo in Oltrepo
In un caldo pomeriggio d'estate, tre Dei dell'Olimpo, su di una nuvoletta stanno volando sopra le colline dell'Oltrepo Pavese. Uno di loro dice: «Ho sete! Berrei volentieri un bel bianchino fresco!». L'altro risponde: «Anch'io, però non ho soldi!». Il terzo sta in silenzio per qualche secondo, poi: «Ascoltate una proposta. Scendiamo nella piazza del paese, vendiamo qualcosa e poi ci beviamo un bel bianchino fresco». La Dea Venere risponde: «Io vendo un po' di bellezza, tanto ne ho in abbondanza!». Mercurio aggiunge: «Io vendo questo sacchetto di semi di pianta di niklei». P.S: rudimenti di botanica, pianta di niklei: trattasi di arbusto particolare che produce piccole monetine. Non cresce dappertutto ma solo presso chi è in possesso di particolari capacità. Cioè, conoscenze giuste e altolocate, è dotato di apparato linguale sviluppato, un po' «Tartarino di Tarascona» e un po' di Tartufo (Molière), il tutto in proporzione. La pianta cresce rigogliosa e i «niklei» si trasformano in banconote anche di tre cifre, con intuibile soddisfazione del proprietario. Tali frutti, però, possono attirare l'attenzione degli uccelli neri con la banda rossa, e di quelli verdi con la fiamma gialla, e così, oltre ad essere distrutti, anche la pianta rinsecchisce. Giove (il più anziano): «Io vendo un po' "ad cugnision" (di buon senso». Detto fatto, i tre scendono dalla nuvola, prendono delle assi e dei cavalletti, da un cantiere dove stanno costruendo delle villette a schiera, allestiscono un banchetto e si preparano per vendere la loro merce. La gente stenta ad avvicinarsi, poi una donna, sugli anta, compra un po' di bellezza. Subito, donne e uomini seguono l'esempio e comprano tutta la bellezza a disposizione. Vanno a ruba anche «i semi della pianta di niklei». Corrono al bar a bersi un paio di bianchini freschi chè non ne potevano più dalla sete. Ma devono scappare di corsa sulla nuvola perché inseguiti da una gran folla che chiede ancora bellezza e semi di niklei. Comincia ad imbrunire, quando Giove giunge sulla nuvola, tutto arrabbiato e ancora con la voglia di bianchino: «Ascoltate cosa è successo! Ad un certo punto, dopo che Voi siete andati al bar, la gente è andata via, e io sono rimasto solo con tutta la mia "cugnision" (il mio buon senso sul banco)». Si avvicina un paesano con il cappello sulle ventitrè che teneva per la briglia un asino e mi chiede: «Sa cüsta un po' ad cugnision? (Quanto costa una dose di buon senso?) «Un euro» e lui risponde: «Am'na daga par 50 Ghei...» A questo punto mi sono arrabbiato e gli ho dato tutto il «buon senso» che c'era sul banco ... Toh! Tieni! Ma dimmi come ti chiami? «Mi im' ciaman Bertoldo», rispose, allontanandosi tirando il suo asino per la «cavaessa». Bruno Baldin