Coldiretti, nasce il maxi consorzio Ghezzi presidente

PAVIA E' nato il maxi consorzio agrario della Lombardia che unisce Pavia, Bergamo, Como, Lecco e Sondrio. Un giro d'affari per 100 milioni di euro, con 54 fra sedi e negozi. Ieri è stato firmato negli uffici regionali della Coldiretti, a Milano, il primo contratto di rete a livello italiano facendo nascere una realtà da oltre 100 milioni di euro di fatturato all'anno. Erano presenti alla firma i presidenti delle Coldiretti locali. «L'obiettivo è il coordinamento delle produzioni e delle rispettive attività – spiegano dall'ufficio regionale – oltre alla vendita comune dei prodotti». E Pavia avrà un ruolo da protagonista. L'organigramma infatti prevede come presidente Giuseppe Ghezzi (che è il presidente della Coldiretti di Pavia), vice presidente Giovanni Battista Micheli di Bergamo e direttore di rete Alfredo Gelmini di Como. «I tre consorzi agrari aderenti al contratto di rete copriranno altrettanti settori di riferimento, integrandosi l'uno con l'altro – spiegano dalla Coldiretti – Bergamo per sementi e gestione zootecnica, Pavia come punto di riferimento per le aziende del riso e vitivinicole, mentre Como-Lecco-Sondrio continuerà sulla strada della multifunzionalità con la valorizzazione dei prodotti del territorio grazie alla propria rete di 30 negozi (che si aggiungo ai 24 delle altre due realtà aggregate)». L'obiettivo è dunque coordinare le attività e coordinarsi nel migliore dei modi. «Le peculiarità dei tre consorzi serviranno a rafforzare l'intera rete – spiegano dalla Coldiretti – in un'azione coordinata per portare vantaggi alle aziende agricole integrando offerte di prodotti e acquisti, spuntando condizioni migliori per tutti e sviluppando un sistema retail di contatto diretto non solo con l'agricoltore professionale ma anche con il consumatore al dettaglio interessato ai prodotti agroalimentari e a ogni cosa che riguarda il garden e la manutenzione del verde». Non solo. «Lo scopo finale è rendere più efficienti i rapporti fra settori della produzione, della trasformazione e della vendita come prevede il progetto della Filiera Agricola Italiana di Coldiretti», spiegano gli agricoltori.