«Tumori, dati devastanti» Intanto si ferma l'indotto

TARANTO La battaglia di giornata sull'Ilva di Taranto è fatta di dati angoscianti sulla salute, di accuse al governo, di querele del ministro Clini e di centinaia di lavoratori dell'indotto messi in ferie forzate o in cassa integrazione. La Semat spa e la Edil Sider, due società che operano da anni nell'Ilva di Taranto, hanno annunciato ai lavoratori che intendono procedere a «ferie forzate» e ad un «possibile ricorso alla Cassa integrazione per 490 dipendenti: 450 della Semat e 40 della Edil Simer». La notizia la dà il segretario generale della Fillea-Cgil di Taranto, Luigi Lamusta, che parla di «un attacco strumentale, di puro terrorismo psicologico nei confronti dell'anello più debole della catena». Contro il disimpegno del Gruppo Trombini (Semat e Edil Sider) - spiega il sindacalista - «opporremo con forza tutta la nostra azione sindacale. Non accetteremo che a pagare siano i lavoratori delle imprese dell'appalto». «I nostri delegati sindacali - annuncia Lamusta - sono stati chiamati dalle imprese e hanno ricevuto la triste notizia con annunci di catastrofi imminenti: si parla di Cassa integrazione al buio con nessuna garanzia circa la possibile ripresa». Secondo Lamusta, dall'Ilva le due aziende appaltatrici hanno «ritirato i mezzi e il personale che operavano nelle aree a caldo» sequestrate: questo vuol dire che «finite le ferie, i lavoratori potrebbero trovarsi sin da subito in Cassa integrazione, consapevoli del fatto però che gli ammortizzatori sociali nel nostro caso sono liquidati dalla Cassa Edile con tempistiche che a volte superano anche i sei mesi. Un allarme occupazionale e sociale che rischia di esplodere se non arriveranno da subito le necessarie garanzie». A partire dalla prossima settimana assemblee di fabbrica e azioni mirate in tutte le imprese coinvolte. Poi c'è il fronte salute. Per i tumori del fegato e dei polmoni in provincia di Taranto nel 2003/2008 lo studio del progetto «Sentieri» dell'Istituto superiore della Sanità ha rilevato un +24%, per i linfomi +38%, per i mesoteliomi +306%. Sono dati forniti dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e dal presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti. «Dai numeri relativi al periodo 2003/2008 si rileva un aumento del 10% dei decessi nei Comuni di Taranto e Statte per tutte le cause e del 12% per tutti i tumori». Poi Bonelli attacca a testa bassa il governo. «Noi siamo stati in grado di fornire i dati sulla mortalità a Taranto del progetto Sentieri, relativi al periodo 2003-2008, cosa che non è riuscita a fare il governo tenendoli nascosti. C'è e viene confermato un aumento della mortalità nell'area di Taranto derivante dal forte inquinamento industriale». La risposta del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, non si fa attendere: «Ho dato mandato all'Avvocatura dello Stato di procedere nei confronti di Angelo Bonelli per diffamazione».