Bottiglieri infiamma Voghera «Senza il pallone mi annoio»
VOGHERA Dai una scintilla a un popolo affamato di calcio e diventerà fuoco. Il pubblico rossonero aveva bisogno di emozionarsi dopo le delusioni dello scorso campionato e ha trovato in Andres Bottiglieri "l'innesco" giusto per scaldare le domeniche al Parisi. Guascone dentro e fuori dal campo, il «Cigno» (come è stato soprannominato) diverte con la sua qualità. Sul manto verde inventa la giocata, nello spogliatoio fa gruppo. «Scherzi ai compagni? Non me ne viene in mente uno in particolare, devo inventarmi qualcosa di nuovo». Compagni avvisati. Dieci punti in 4 gare danno serenità. «I risultati danno allegria e entusiasmo, è un gruppo con cui mi piace fare allenamento: essendo lontano da casa è la mia famiglia, nel giorno di riposo mi annoio». La soluzione tre giorni fa è stata accompagnare Alessandro a cercare casa a Voghera. La concorrenza in attacco è molta visto che Alessandro, Bottiglieri, Magnoni, Coccu, Troiano e Bottiglieri si contendono tre posti. «Questa settimana siamo tutti pronti – risponde l'argentino - non ci sono gelosie: è normale voler giocare, più giocatori di qualità ci sono in campo e meglio è. I campionati si vincono con le difese, ma anche facendo i gol». Bottiglieri nelle prime 4 gare è stato trattato con le cattive dagli avversari. «E' da un po' che non mi picchiavano così – sorride –. Cosa ha funzionato di più? Siamo liberi in campo, il mister ce lo consente. Dobbiamo gestire meglio gli ultimi 20', con meno frenesia: con le qualità che abbiamo possiamo farlo». Il centrocampista di Cordoba si è ben ambientato a Voghera, quando non gioca suona la chitarra «mi ha insegnato Garin, mio ex compagno e amico (accostato al Voghera in estate, ndr) e sono legato a Zirilli: stando con la gente giusta sento meno la lontananza da casa». Domenica in casa c'è il Saint Georgen (un solo punto). «Dobbiamo dare continuità: se continui a vincere acquisisci sicurezza e ti abitui a farlo. Vogliamo arrivare pronti con la Caronnese, che è a punteggio pieno, il 30 settembre». Marco Quaglini