Poste dimezzate a Portalbera scatta la protesta

di Simona Bombonato wPORTALBERA A stato di agitazione proclamato negli uffici postali di tutta Italia con lo sciopero delle ore di straordinario, i piccoli paesi dell'Oltrepo orientale perdono un altro giorno di servizio. Si parla delle poste di Portalbera. Da inizio settimana i giorni di apertura sono scesi da quattro a tre. Quindi: non più lunedì, mercoledì, venerdì, sabato, ma martedì, giovedì, sabato, sempre dalle 8.30 alle 13.45. Il sindaco Pierluigi Bruni è furioso, gli utenti pure. Tanto che per un Bruni deciso a scrivere al prefetto, alcuni cittadini stanno pensando di promuovere una raccolta firme perché la decisione di Poste italiane rientri al più presto. La situazione venuta a crearsi lunedì assomiglia a quella che la primavera scorsa hanno vissuto Castana, Rea Po, Mornico Losana, per citare solo alcuni piccoli centri in cui la posta ormai apre al pubblico a giorni alterni. Anche Bruni è pronto a farsi sentire: «Ho avuto più di una discussione con il nuovo direttore – ha spiegato – Ho parlato con Daniele Bosone, il presidente della Provincia, che più di tanto non più fare ovviamente. Il punto è che per gli abitanti è un disagio enorme: non solo le code si allungano ma viene meno un servizio fondamentale». Un ufficio con un solo sportello, quello di Portalbera, che dopo la prima razionalizzazione dell'altro anno in seguito alla quale le aperture furono ridotte a quattro, pensava tutto sommato di essere al sicuro da ulteriori giri di vite. E invece no. «La situazione è assurda – ha rincarato il sindaco – Tra l'altro siamo centro di smistamento di recapito. E pensare che speravo di far aumentare i giorni di apertura da quattro a sei, come prima». Portalbera conta 1500 abitanti. La distanza minima da Stradella e Broni ne fanno l'ufficio scelto da chi non ha tempo nè voglia di aspettare agli sportelli delle città, visto che sia Broni sia Stradella hanno problemi di carenza di personale e per conseguenza la metà degli sportelli chiusi il pomeriggio. «Questo andiamo dicendo da mesi ormai – ha scandito Giacomo De Lorentis di Slc Cgil Pavia – Con lo sciopero degli straordinari vogliamo porre l'attenzione su una situazione preoccupante, che pagano prima di tutto i dipendenti e poi le persone. Tagli, personale carente e mancato turn over significano un servizio all'utenza che fa acqua da tutte le parti». Difficile pensare che la mobilitazione di Portalbera dia risultati. O almeno, Castana, Rea Po e Mornico, che in questo l'hanno preceduto, hanno ottenuto dall'azienda solo la disponibilità a cambiare la disposizione dei giorni di apertura, non ad aumentarli.