Il professore deve rimanere in carcere

di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Un'altra doccia fredda per Alberto Giannino, 52 anni, il professore di religione vogherese arrestato con l'accusa di avere compiuto atti sessuali su due ragazzi di 13 anni a Rapallo. Ieri mattina il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali del vogherese. In subordine la difesa aveva chiesto che al docente venissero concessi almeno gli arresti domiciliari nella sua casa di Voghera, ma il Riesame ha rifiutato anche questa eventualità: proprio per il timore che il professore non rispettasse gli obblighi imposti dai domiciliari e lasciasse l'appartamento per commettere altri reati del genere. Il tribunale genovese ha ribadito infatti che a carico di Giannino ci sono «gravi indizi di colpevolezza, con una concreta e pericolosa reiterazione del reato, e il tentativo subdolo che ha messo in atto per abusare dei minori». « L'indagato - secondo quanto scrivono i giudici del capoluogo ligure nella loro sentenza - sarebbe incapace di contenere i propri impulsi e, seppur incensurato, ci sono a suo carico circostanze inquietanti relative alla frequentazione di minori stranieri, come confermato dalle relazioni delle forze dell'ordine». Quindi Alberto Giannino resta in una cella del carcere di Chiavari, anche se si è sempre dichiarato estraneo ai fatti e vittima di una macchinazione ai suoi danni. Per tutelare la sua incolumità fisica, il vogherese non è rinchiuso con i detenuti comuni ma in una sezione dove ci sono altre persone accusate di reati a sfondo sessuale. Il docente vogherese insegnava religione nelle scuole superiori di Milano fino alla scorsa primavera quando era andato in aspettativa, ufficialmente per accudire la madre invalida al 100%: contemporaneamente, però, la curia di Milano lo aveva sospeso dall'insegnamento delle materie religiose, per motivi che la stessa curia meneghina non ha voluto precisare. In agosto Giannino prende in affitto un appartamento a Rapallo per una vacanza al mare. Il 22, secondo l'accusa, Giannino avvicina due ragazzini albanesi di 13 anni che stanno giocando nella spiaggia vicino al castello di Rapallo, li attira in un parcheggio vicino e poi li tocca nelle parti intime. Poco dopo il padre di uno dei due ragazzini, insospettito dalla sua assenza, va a cercarlo e sorprende Giannino con le mani nel costume da bagno del 13enne. Arriva anche suo fratello, padre dell'altro ragazzino: i due uomini albanesi inseguono il professore che tenta di fuggire, lo bloccano e lo consegnano alla polizia. Inspiegabilmente l'arresto non scatta subito: dopo la denuncia, Giannino viene lasciato libero. Il docente torna quindi a casa e formatta la memoria dei suoi quattro computer, per cancellare tutto. Due giorni più tardi la polizia fa una perquisizione nell'appartamento di Voghera e trova i Pc ormai formattati. La cosa viene segnalata al giudice di Chiavari, che si insospettisce e decide l'arresto. Le manette scattano il 28 agosto. su twitter @paolofizzarotti ©RIPRODUZIONE RISERVATA