Pieve, ferito dal rivale «Ho visto la morte in faccia, un incubo»

di Maria Fiore wPIEVE PORTO MORONE «Ho visto la morte negli occhi, sono salvo per un soffio e non posso perdonarlo. Vorrei solo chiedergli perché lo ha fatto». Diego Ivan Ganan Maurillo, il giovane di 21 anni ferito a colpi di pistola dall'ex fidanzato della propria ragazza, parla dopo le dimissioni dall'ospedale. E si rivolge a Gilles Martini, 29 anni di Pieve Porto Morone, chiedendogli una spiegazione. Che oggi Martini potrà dare al magistrato, che lo sentirà in carcere per l'interrogatorio di garanzia. Il giovane dovrà spiegare perché sabato sera è entrato nell'abitazione dell'ex fidanzata 22enne Mira Ndreko in via Mezzano a Pieve Porto Morone e ha fatto fuoco sul rivale in amore, che in quel momento era seduto sul divano in soggiorno. Diego Maurillo ora è fuori pericolo. Il proiettile gli è entrato nel braccio, uscendo dall'altra parte, senza intaccare fibre nervose. Ma il ragazzo non riesce a togliersi dalla mente quei momenti. «Ero sul divano, con la mamma e la sorellina della mia fidanzata – racconta –. Avevo la schiena rivolta verso la porta di ingresso. Ho sentito bussare, la mamma di Mira ha aperto e ho sentito chiedere di Mira. Non immaginavo fosse lui, da molto non si faceva vivo. Sento che apre la porta con forza e colpisce il mobile che c'è di fianco, a questo punto mi sono alzato e mi sono girato: me lo sono trovato davanti. Nemmeno il tempo di rendermi conto di quello che stava accadendo che mi ha sparato. Ha puntato al petto, mi sono buttato per terra e ho visto che mi aveva preso al braccio. Poi ha sparato una seconda volta, mentre cercavo di nascondermi dietro al divano». Attimi di terrore. Poi Gilles Martini è uscito. «Ma voleva rientrare in casa – dice il ragazzo –. La mamma di Mira ha chiesto aiuto e sono accorsi i vicini. A quel punto lui si è guardato attorno ed è andato sulla sua bicicletta, tranquillo, con la pistola nello zaino, come se nulla fosse». Il 21enne non trova nessuna ragione per questa follia. «Con lui non ho mai parlato, l'avrò visto due volte – prosegue –. So solo che mi sono salvato per miracolo e che non posso perdonarlo. Solo una cosa vorrei chiedergli: perché lo ha fatto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA