Renzi o Bersani, spunta il fattore Bosone

Matteo Renzi, il rottamatore o l'uomo del rinnovamento (dipende dai punti di vista interni al partito) sarà venerdì prossimo a Pavia. Il sindaco di Firenze arriverà con il camper con cui ha iniziato, da qualche settimana, la campagna per le prossime primarie. Arriverà alle 21 e farà tappa alla sala dell'Annunciata in piazza Petrarca. Secondo quanto annunciato dallo staff organizzativo, Renzi proporrà dal palco il format programmatico steso in dieci puntii. La mobilitazione per questo appuntamento pavese è già fortissima. E' stata anche aperta una pagina Facebook dal titolo significativo «Renzi a Pavia adesso». Aumentano i contatti anche sul web, dove il passaparola riguarda anche il mondo esterno ai simpatizzanti Pd, e i dettagli di cosa accadrà nella serata dell'Annunciata. Intanto per quanto riguarda il calendario primarie si vocifera di un doppio turno, con primo approcio al voto il 25 novembre e seconda tornata prevista nella prima settimana di dicembre. Si attendono, intanto, le altre discese in campo. di Fabrizio Guerrini wPAVIA Primarie, il Pd pavese si conta e, forse, va alla resa dei conti. I conti sono questi: giovani leoni del partito e bosoniani con Renzi; l'ala ex Ds e i lealisti ex Margherita con Bersani; gli indecisi per una terza via, quella soprattutto del consigliere regionale Giuseppe Civati (più rarefatti i bindiani). «Ma non c'è spaccatura, siamo nello stesso partito» ripetono i frenatori dei due schieramenti più grossi. Spaccatura magari no, qualche vibrazione però sì e passa tutta dalla giunta e dal consiglio provinciale. «Io sto con Renzi»: l'annuncio del presidente Daniele Bosone ha aperto le danze. Nel Pd il senatore sta da tempo lavorando a un progetto politico. Un suo detrattore la mette così: «Se Bosone stava con Bersani, i bosoniani erano con Bersani». Un suo sostenitore, l'assessore Francesco Brendolise non lo nega: «Certo che siamo con Bosone. Con Daniele stiamo condividendo da tempo un percorso che passa per Matteo Renzi». Un fatto è certo: l'effetto Bosone attraversa il partito di governo di piazza Italia. In giunta prevale il ticket Renzi-Bosone: tutti o quasi per questo ticket tranne il vicepresidente Milena d'Imperio. «Io sono naturalmente con Bersani» e lo dice con un tono che è già dialettico. In consiglio provinciale però il ticket non ha la maggioranza raccogliendo, per ora, il sì convinto solo di Roberto Calabrò e Angelo Bosatra. Ma già Martina Draghi sulla sua pagina Fb scrive: «Stai tranquillo Renzi che tanto non vinci». Un concetto che probabilmente sottoscrivono Maurizio Donato o Enzo Spialtini. Indeciso, invece, Pierangelo Fazzini che guarda con interesse al terzo (o quarto) incomodo Civati (che piace anche al segretario cittadino di Pavia, Antonio Ricci). Alla fine, però, dicono i bene informati del Pd, l'assessore di Sannazzaro si riallineerà con i bosoniani. Visti così gli schieramenti provinciali si potrebbe dedurre come l'ala ex democristiana sia tutta con Renzi, considerato come definitivo rottamatore della linea ex Pci-Ds, e l'ala della «sinistra storica» sia con Bersani considerato come defensor del partito dalle contaminazioni berlusconiane. «Sono con Bersani, senza se e senza ma. Lo merita per ciò che ha fatto» sostiene il deputato Angelo Zucchi. Sinistra e centro:per capire le primarie pavesi si deve partire dalle due sponde stiriche del Pd? Non è così, pare. L'assessore Maurizio Visponetti è conR enzi: «Certo che lo sono e anche in modo convinto» dice. Visponetti in passato ha fatto il vicesindaco Margherita ex Dc a Stradella dove il patron politico Pd è Luigi Maggi. Maggi è stato segretario provinciale della Dc quando Bosone era ancora un giovane rampante. Bosone è da sempre vicino a Maggi che ha sempre sostenuto le sue candidature politiche. La forte componente demo-stradellina del Pd (a cui è legato da sempre Visponetti) è dunque con Renzi? No. «Io sto con il mio segretario ovvero Bersani. L'ho detto domenica al microfono alla festa locale del partito. E' una questione di coerenza» afferma Piergiorgio Maggi, vicesindaco a Stradella, nipote di Luigi. Insomma, l'effetto Bosone incrina anche la fetta del Pd che guarda all'esperienza Margherita e, più in là nel tempo, alle matrici scudocrociate. Ma c'è anche un'altra possibile linea d'ombra che divide renziani e bersaniani pavesi ed è quella emozionale, forse persino generazionale. Renzi che alza la voce non colpisce la sensibilità di militanti e amministratori abituati a remare dalla stessa parte senza troppo chiasso interno. E' il caso dei consiglieri di minoranza vogheresi Renzo Garofoli e Roberto Gallotti. «Renzi ha le sue ragioni – dice Gallotti – però , per come vedo io il fare politica, credo che serva la misura di Bersani. E' un parere personale». Contente, invece, dall'aria frizzante che soffia con Renzi, sono le consigliere vigevanesi Daniela Tartaglia e Barbara Verza («Alla fine però si deve lavorare tutti per chi vice, chiunque sia» scrive su Fb). Rebus Primarie. ma come la pensa il segretario provinciale Alan Ferrari? «Non lo dirà mai» dicono da una parte e dall'altra. Ieri , alla decima telefonata a vuoto, il dubbio resta.