Napolitano: Atene resti nell'euro

di Andrea Di Stefano wMILANO Angela Merkel non ha dubbi: «L'Italia deciderà da sola sull'utilizzo o meno del salvastati. Il Paese sta portando avanti con coraggio il suo programma di riforme e ha fatto buoni progressi». Poi sul rirorno in campo di Berlusconi aggiunge: «Rispetto i risultati delle elezioni di tutti i Paesi». Bene l'Italia, sotto pressione la Grecia in cui soccorso si schiera il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ci sono state «troppe oscillazioni» nel rapporto tra l'Unione europea e la Grecia e verso l'impegno che questo Paese si è assunto per superare la crisi, dice il capo dello Stato al termine dell'incontro al Quirinale con il presidente greco Karolos Papoulias. Scelta di campo netta in una settimana che potrebbe essere decisiva per le trattative tra la troika e Atene. «L'Italia - dice Napolitano – è sempre stata profondamente convinta che la Grecia fosse essenziale nella storia e nella civiltà europea, e parte integrante del processo di integrazione e unificazione europea nella democrazia e nella pace». È giusto quindi «porre fine al dibattito strisciante sulla permanenza o meno della Grecia nell'Eurozona e nell'Unione europea. Gli alti e bassi nel rapporto tra l'Ue e la Grecia hanno elevato il costo che l'Unione europea ha dovuto affrontare per accompagnare la Grecia fuori dalla crisi». La settimana è cruciale per il governo ellenico, in quanto in brevissimo tempo deve essere finalizzato il nuovo pacchetto di tagli al bilancio per 11,5 miliardi per il biennio 2013-2014, richiesto da Fmi, Ue e Bce, in cambio di un'altra tranche di aiuti da 31 miliardi di euro. Il governo spera, infatti, di riuscire a presentare il nuovo pacchetto in Parlamento per l'approvazione, entro la fine di settembre, per dare il tempo necessario alla troika di preparare il suo rapporto sull'andamento dell'economia greca, in modo che al prossimo Eurogruppo si possa arrivare al via libera all'assegnazione della tranche in questione. Secondo informazioni giornalistiche la troika e il ministero delle Finanze avrebbero già raggiunto un accordo su gran parte delle misure contenute nel pacchetto. Ora dunque l'attenzione si concentra sugli alleati di governo sperando di ottenere la loro approvazione. Anche Angela Merkel ha avuto toni un filo più concilianti con Atene: «La Germania è pronta ad aiutare ma la Grecia, dal canto suo, deve essere disponibile a fare le riforme, per quanto difficili», aggiungendo che «è meglio per tutti che la Grecia resti nell'euro». Il clima sia in Germania che in Francia resta comunque molto cupo per l'euro: per la prima volta dall'introduzione della moneta unica la maggioranza dei tedeschi, il 65%, si è detta convinta in un sondaggio che senza l'euro la propria situazione sarebbe migliore mentre se dovessero votare oggi ad un referendum su Maastricht il 65% dei francesi sceglierebbe il no. Ieri i mercati hanno scelto una giornata di pausa con le Borse in leggero ribasso (Milano la peggiore con -0,93% per il ritorno delle vendite allo scoperto) e gli spread dei BTp in rialzo a 343 e dei Bonos a 430 con il rendimento sui titoli iberici che è tornato sopra il 6%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA