Mille barche cinesi verso le isole
TOKYO Sale di tono la disputa fra Cina e Giappone sulla sovrnità delle isole Senkaku. E mentre Pechino muove dimostrativamente una flotta di mille pescherecci verso l'arcipelago conteso, Tokyo reagisce ai tumulti anti-nipponici sigillando temporaneamente gli stabilimenti di alcune sue grandi aziende in terra cinese. «È nell'interesse di tutti che Giappone e Cina mantengano buone relazioni e trovino un modo per evitare un'ulteriore escalation dei rapporti», ha spiegato ieri a Tokyo il segretario alla Difesa Usa, Leon Panetta. Lo scontro nelle stesse ore ha spinto però colossi della Corporate Japan (come Honda, Panasonic, Canon, Nissan o Mazda) a fermare in via provvisoria i loro impianti in Cina: bersaglio con negozi e ristoranti di proteste e devastazioni in oltre 80 città. La punta simbolica della protesta in Cina è la "missione" alle Diaoyu (nome cinese delle Senkaku) da parte dei pescherecci scortati da motovedette, già salpati da province costiere quali quelle di Zhejiang e Fujian, ha reso noto la China National Radio. Con gli alti rischi di frizioni che la spedizione comporta, come sottolineato dal premier Yoshihiko Noda nella riunione di gabinetto in cui ha dato istruzioni affinchè la guardia costiera sia pronta a fronteggiare scenari difficili.