Mortalità aumentata del 10 per cento

ROMA L'Ilva investirà 400 milioni di euro per il risanamento dell'impianto, mentre il ministero dell'Ambiente si costituirà parte civile al momento del processo. Peraltro proprio oggi l'azienda dovrà presentare il piano di risanamento, preannunciando i primi lavori di ammodernamento dell'altoforno 1 e di alcune batterie per coke in funzione, le più inquinanti. E proprio ieri sono trapelati alcuni dati del progetto Sentieri, dell'Istituto superiore di sanità, secondo i quali la mortalità sarebbe aumentata di circa il 10% rispetto a quella attesa sull'area di Taranto. Cifre relative al periodo 2003 -2008, ma come ha precisato il ministero della Salute «ancora al vaglio della comunità scientifica». Secondo il ministro Clini queste valutazioni partono da «ipotesi che hanno bisogno di verifica; ci sono margini di incertezza sul rapporto causa-effetto della mortalità per tumori della popolazione di Taranto». Clini ha sottolineato che a Taranto ci sono numerose fonti di inquinamento: una raffineria, un cementificio, e c'è stato anche un arsenale per la costruzione delle navi, attività a rischio per l'amianto. «Ora l'arsenale non c'e più, e negli ultimi 30-40 anni la situazione ambientale di Taranto - ha detto il ministro Clini - è migliorata. Ma, senza dati epidemiologici, occorre non creare allarmismi che possono frenare il risanamento stesso dell'Ilva. Vogliamo risanare il più grande centro siderurgico d'Europa, vogliamo proteggere i cittadini, ma senza allarmismi». Intanto, l'Ilva ha confermato l'intenzione di rimanere nell'area di Taranto, e l'investimento di 400 milioni di euro per il risanamento; una spesa a carico dell'azienda, investimenti privati. Gli aiuti pubblici, invece, andranno, come annunciato da Clini «per una strategia non difensiva ma di valorizzazione per Taranto dove dovranno nascere nuove infrastrutture».