Bassa, l'ipotesi terzo gassificatore

TORRE DE' NEGRI La Ely potrebbe realizzare a Torre un terzo gassificatore. Dopo Belgioioso e Vistarino la società di Varese vorrebbe investire anche su questo piccolo centro. E l'impianto dovrebbe nascere a circa 400 metri dal paese, verso la frazione di Sostegno, su un terreno di un privato, un agricoltore che ha proprietà anche a Belgioioso, lo stesso che avrebbe acconsentito ad accogliere il deposito di cippato. Da indiscrezioni risulta che questo gassificatore sarebbe di dimensioni più ridotte rispetto agli altri. Il sindaco Sergio Peveri precisa che «ad oggi in Comune non è arrivata nessuna richiesta». «L'intervento verrebbe realizzato su un terreno privato e riguarderebbe un'attività agricola – chiarisce –. L'agricoltore possiede anche una piantagione di pioppi. In ogni caso deve essere presentata domanda in commissione edilizia e si devono chiedere le autorizzazioni agli enti interessati, dai Vigili del fuoco all'Arpa». Insomma dall'amministratore non arriva nessuna conferma, ma le voci si rincorrono e il sindaco di Belgioioso Fabio Zucca dice: «Sono impianti che si stanno diffondendo perché ecosostenibili e sono finanziati dall'Unione Europea». Un terzo gassificatore nel raggio di qualche chilometro non convince gli ambientalisti. Mauro Moraschini, del Comitato ambiente e salute della Bassa, punta il dito contro «la mancanza di pianificazione provinciale». «Si sta verificando un problema di sostenibilità ambientale – aggiunge – sarebbe necessario uno studio sull'autosufficienza della materia prima, oltre ad un piano sulla viabilità». Per gli ambientalisti inoltre l'impianto di Belgioioso sarebbe sovradimensionato. »In base al progetto presentato – sottolinea Moraschini – verrebbe utilizzato solo il 6% dell'energia termica prodotta. La potenza termica della centrale di teleriscaldamento è di 1200 kW e il 90% delle ore di funzionamento, da ottobre a marzo, è inferiore ai 600 kW. Le due caldaie attualmente installate hanno, insieme, una potenza inferiore». Il Comitato del no invece invierà in Provincia la richiesta di partecipazione alla conferenza dei servizi fissata per il 24 settembre. «Le nostre perplessità riguardano soprattutto la collocazione e poi ci chiediamo dove si intenda reperire la biomassa – sottolinea il vicepresidente Matteo Pretali – sempre che per biomassa si intenda il cippato di legno vergine. Ma la legge considera tale anche i rifiuti e temiamo che si finisca per bruciare pure quelli». Una preoccupazione "priva di fondamento" per Zucca che replica: «In provincia di Pavia sono coltivati a pioppo circa 23mila ettari e il 40% del legname prodotto, quasa 100 tonnellate di legna all'anno, è destinato all'uso energetico. L'impianto di 1Mw ha bisogno di circa 12mila tonnellate all'anno e il fabbisogno di ettari di pioppi per il funzionamento annuale è di 120». Stefania Prato