Paese sotto shock «Perchè a Renzo?»
di Gabriele Conta wCERANOVA Una persona tranquilla, che non avrebbe mai fatto male a una mosca. Così a Ceranova descrivono Renzo Mantovan, il 61enne accoltellato in via Montale. «Suona sempre durante la sagra», spiegano i vicini. E mentre l'operazione chirurgica a cui l'uomo è stato sottoposto ieri sembra essere riuscita, tutto il paese si stringe intorno alla famiglia. Ma a Ceranova in molti sono ancora sotto shock. «Lo conosco da 17 anni, ed è una bravissima persona», dice Max da dietro il bancone del suo bar, che si trova a pochi metri di distanza dalla casa dove si è verificato l'episodio. «Non riesco a capacitarmi – continua –. Come può essere successa una cosa del genere?». Da tutti infatti il 61enne di Ceranova è descritto come una brava persona. «Abbiamo appreso la notizia dai familiari – spiegano ancora al bar "Le magiche fantasie" – e siamo tutti preoccupati per le sue condizioni». Ieri infatti Mantovan è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. L'operazione è riuscita, e ora il 61enne è ricoverato nel reparto di Chirurgia prima del San Matteo. La prognosi però è ancora riservata. «Speriamo che si rimetta presto», dicono in via Montale, dove l'uomo vive insieme alla moglie che lavora come insegnante. «Sono cose che possono succedere dovunque, ma sapere che sono successe qui accanto fa riflettere», dice intanto un vicino di casa. Qui tutti sono dispiaciuti. «Conosco Renzo da 30 anni, ha sempre abitato qui – dicono nella piazza del municipio –. Sono rimasto malissimo dopo che ho saputo quello che gli è successo». La casa di Mantovan infatti si trova a pochi passi dal Comune. Ieri però la farmacia dove alcuni parenti del ferito si sarebbero rifugiati dopo l'episodio era chiusa. Impossibile farsi raccontare qualcosa qui. «La via è tranquilla, e personalmente continuerò a lasciare andare qui in giro mio figlio da solo – aggiunge un altro vicino di casa –. Ma certo questo fatto ci ha sconvolto». Tutti a Ceranova sono sotto shock. «Non sono certo notizie che lasciano indifferenti», dicono alla pizzeria d'asporto che si trova vicino alla piazza del municipio. Chi non sapeva ancora niente cerca notizie dagli altri. «Abito qui da poco, e non conosco nessuno dei protagonisti – dice una donna –. Avevo sentito le sirene e visto le auto dei carabinieri. Ma non pensavo che fosse una cosa così grave». su Twitter @GabrieleConta