«Agriturismo, un boom di mordi e fuggi»

FORTUNAGO L'agriturismo d'Oltrepo fa segnare una riduzione del tempo medio di permanenza e un aumento delle prenotazioni "ultimo minuto". «Indubbiamente gli effetti della crisi si fanno sentire, ma forse nel nostro settore gli effetti sono meno marcati che in altri – commenta Sabina Ogliari, presidente di Terranostra Pavia e titolare dell'agriturismo Granai Certosa – In realtà, oggi le famiglie escono solo principalmente per celebrare qualche evento e meno per una cena o un fine settimana in compagnia, ma la ricerca di pacchetti completi e la possibilità di risparmiare rispetto al ristorante tradizionale, accompagnata alla qualità e alla tradizione, hanno spostato un po' di clientela verso le aziende agrituristiche». La necessità di ottimizzare il rapporto prezzo-qualità e la scelta di trascorrere le vacanze non lontano da casa hanno favorito l'agriturismo rispetto alle altre forme di alloggio, come l'albergo. Il giudizio, com'è comprensibile, cambia secondo le zone. Paolo Spina, del Melo rosso di Fortunago, si lamenta: «Abbiamo salvato la stagione solo grazie alle cerimonie, mentre il turismo di passaggio è crollato». Al contrario, Francesco Bosco di Cascina Legra, a Val di Nizza, grazie alla presenza dell'azienda agrovenatoria e di un turismo particolare alla caccia non ha avvertito una flessione : «Anche per quanto riguarda il soggiorno la nostra stagione finora è stata positiva». In Lomellina, Raffaella Moroni, titolare dell'agriturismo Sant'Andrea di Gropello, afferma: «La stagione è andata discretamente bene, abbiamo lavorato con professionisti che devono soggiornare sul territorio, ma anche con coppie e famiglie che hanno voluto trascorrere una vacanza breve». A Mortara Giampiero Manzini spiega: «La cucina legata al territorio, capace di proporre la tradizione in un perfetto connubio tra l'attività agricola e l'accoglienza, ci ha premiato. Certo, la Lomellina non è zona turistica per eccellenza e quindi nei mesi più estivi abbiamo avvertito un calo delle presenze, ma si tratta di un dato fisiologico che potremmo superare solo con una forte promozione del territorio». Umberto De Agostino