Dorno, due mesi senza stipendio «I libri dei figli, spese impossibili»
di Gabriele Conta wDORNO Sono agguerrite le 26 operaie della R.C. di Dorno. Molte di loro infatti lavorano nella ditta di elettromeccanica da parecchi anni. E hanno tutta l'intenzione di salvare il salvabile. «Questi mesi non sono stati certo facili», dicono le lavoratrici, in cassa integrazione ordinaria da mesi e che ancora non hanno visto gli stipendi di giugno e luglio. «Ma ora l'atteggiamento della ditta sembra davvero cambiato». Ieri infatti c'è stato un incontro tra i rappresentanti sindacali e i vertici dell'azienda. E dei tre stipendi arretrati, uno è stato pagato. «Usciamo da questo incontro con un po' di ottimismo in più», spiegano Monica, Antonella e Carla, le tre rsu della ditta. «Anche perché, al contrario di quanto detto fino ad ora, ieri nell'incontro con il rappresentante sindacale la ditta ci ha detto che chi lavorerà sarà pagato». Ma durante l'estate molte operaie avevano dovuto tirare la cinghia. «Mio marito è rimasto senza lavoro per il fallimento della sua ditta» racconta una di loro. «Qualcuna di noi ha dovuto rinunciare al pre e al postscuola per i figli», aggiunge un'altra. E poi è arrivato settembre, con le bollette da pagare e i libri per il nuovo anno scolastico. «Ma prima dell'incontro di ieri ci avevano detto che soldi non ce n'erano proprio – spiegano le rappresentanti sindacali – mentre ora l'atteggiamento della ditta sembra cambiato ». Le operaie infatti escono dalla sede della Fiom con un po' più di ottimismo. «Ad oggi non c'è stato nessun licenziamento, e il contratto di solidarietà non è stato necessario», sottolinea Carlo Bossi, segretario della Fiom Cgil che ha partecipato all'incontro. «Dopo questo incontro lo scenario sembra più chiaro – continua il sindacalista –. Ora staremo a vedere se le nuove commesse di cui si parla si concretizzeranno. E tra un mese e mezzo ci incontreremo di nuovo». La cassa integrazione infatti scadrà il 18 di novembre. Ma a quanto sembra potrebbe essere ancora rinnovata. «Ovviamente rimane in campo la nostra richiesta di pagare gli stipendi di giugno e luglio non ancora saldati», spiega ancora Bossi. Anche le 26 operaie non hanno intenzione di mollare. «Siamo più speranzose, e dobbiamo dare atto all'azienda che ora ha un atteggiamento più positivo», aggiungono le tre rappresentanti sindacali. «Noi per prime dobbiamo dare un aiuto alla ditta per uscire da questa situazione, ma è ovvio che ora alle parole devono seguire i fatti», continuano Monica, Antonella e Carla. Anche perché le 26 operaie della R.C. non vogliono fare la fine di alcuni loro colleghi maschi. Che hanno aspettato troppo, e si sono ritrovati senza lavoro e senza stipendi. su Twitter @GabrieleConta