Cigognola, Xilopan punta sull'Europa «Mercato più aperto»
di Simona Bombonato w CIGOGNOLA Xilopan ricomincia da Francia e centro Europa, dove il mercato del mobile comincia a dare segni di ripresa e dove, soprattutto, i clienti pagano entro 30 giorni, massimo due mesi. «Eviterei di dare informazioni precise ai concorrenti. Comunque, sì. In Italia non c'è spazio. Il settore è inchiodato. E poi per vedere rientrare le commesse, i pagamenti intendo, ci vanno dai tre mesi su. Troppo». A spiegare quali le scelte strategiche ci siano dietro la revoca del provvedimento di mobilità – provvedimento aperto a fine luglio per 30 operai su un totale di 90, ritirato a inizio settimana davanti ai sindacati – è il titolare Stefano Montanari. «Puntiamo sull'estero – dice – qui non ci sono sbocchi anche se a competere ormai siamo rimasti in due. Niente Ikea, non ci interessa». Montanari si è trovato davanti a un bivio. E ha scelto di mantenere integra la forza lavoro, anche i 20 operai impegnati nel reparto di dadi per pallet, gli imballaggi, chiuso due anni. Erano loro a rischiare e non poco di rimanere a casa. «Abbiamo messo in vendita i macchinari, il reparto resta chiuso. Ci concentriamo sull'Europa proponendoci con un prodotto nuovo che ci vede unici in Europa». Negli stabilimenti in località San Giuseppe si producono semilavorati dal legno per l'arredamento. Il prodotto di punta «è un pannello in pioppo brevettato più leggero del 30-40%». E ancora: «Vorrei si dicesse che noi teniamo alle persone – ripete Montanari – Qui nessuno avrebbe lasciato a casa a cuor leggero degli operai. Abbiamo fatto però delle valutazioni e tra un anno tireremo le somme». La linea rossa è stata spostata di dodici mesi perchè Xilopan ha deciso, ritirando la mobilità, di fare richiesta per un anno di cassa integrazione straordinaria. Con ciò si è data un termine per uscire dalla crisi iniziata con la paralisi dell'economia e acuitasi due anni fa con lo stop alla produzione del reparto di dadi per pallet a causa della concorrenza straniera. A inizio settimana l'azienda ha ribadito davanti ai sindacati di aver optato a sorpresa per la ristrutturazione di se stessa. Spiazzando gli stessi rappresentanti dei lavoratori che fino a quel momento ci avevano solo sperato.